Il Caso Marò: una Crepa nei Rapporti Commerciali tra India e Italia

marò

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, noti ormai alle cronache come “i due marò”. Il primo nato a Taranto, il secondo a Bari. Entrambi facenti parte del reggimento San Marco. Sono i protagonisti di una parentesi infelice, e tutt’oggi irrisolta, della storia del nostro paese. Molte, forse troppe, le parole spese durante il corso degli anni intercorsi dalla loro cattura indiana; purtroppo parlare di “cattura” non è improprio perché di questa si tratta e poche, se non nessuna, sono le soluzioni trovate fin qui per porre fine a un problema sempre più tragicomico e lontano da un punto d’arrivo.

Molti, a riguardo, hanno parlato di “inefficienza dello Stato italiano”, altri di “solita barzelletta italiana”, pochi hanno messo in evidenza come le ragioni di una siffatta situazione potrebbero essere diverse.
L’India è un paese in temporalmente costante e quantitativamente esponenziale crescita, tanto demografica quanto economia: il paese, stando all’ultimo censimento, ospita circa 1.285.380.000 di abitanti e a cavallo tra il 2014 ed il 2015 ha goduto di una crescita economica pari al 7,5% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Il connubio di questi due elementi non ha fatto altro che rendere, negli anni passati e oggi più che mai, il mercato indiano aperto a soggetti agenti esterni allo stesso.
Tra questi si trova l’Italia.