Il Cluetrain Manifesto e la Nostra Vita Online

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C’è chi dice che la crisi delle carta stampata metterà fine all’Epoca dell’Asimmetria Informativa. Che cosa vuol dire? Secondo questa teoria, le conversazioni che alimentano community e social media hanno riaperto un dialogo diretto tra pubblico e fornitori di informazioni. Iniziato nelle piazze e nei mercati dell’Antichità, il rapporto si è interrotto a causa della diffusione di libri e giornali, ossia quando la comunicazione ha cominciato a viaggiare in maniera univoca: dai creatori di contenuto alla massa dei lettori. La sesta tesi del “Cluetrain Manifesto” recita: “Internet permette delle conversazioni tra esseri umani che erano semplicemente impossibili nell’era dei mass media”. Segno di come siamo tornati a una Simmetria Informativa sarebbe il fatto che oggi molti giornalisti non si firmano più con nome e cognome, ma con il proprio account Twitter.

Nell’aprile del 1999 Christopher Locke, Doc Searls, David Weinberger e Rick Levine univano le loro competenze nel campo della sociologia, della comunicazione, del web marketing e del business, per scrivere un documento sintetico, il Cluetrain Manifesto, dove annunciavano le nuove regole della comunicazione al tempo di Internet. Composto da 95 tesi, in onore di Martin Lutero, il Manifesto si rivolgeva alle organizzazioni pubbliche (istituzioni) e private (aziende), ai loro dipendenti, all’universo dei consumatori, insomma, a tutti i partecipanti del web 2.0 e proclamava nel suo incipit “I mercati sono conversazioni”. L’immensa disponibilità di informazioni che ci viene offerta dalla rete rende i consumatori sempre più critici e consapevoli. Per esempio, quando vogliamo comprare uno smartphone preferiamo informarci attraverso la community di sinceri appassionati, piuttosto che affidarci all’esperto rivenditore o al sito aziendale. Dice il Manifesto: “queste conversazioni in rete stanno facendo nascere nuove forme di organizzazione sociale e un nuovo scambio della conoscenza”.

Dal lato dei consumatori a quello delle organizzazioni. Se “le aziende devono scendere dalla loro torre d’avorio e parlare con la gente con la quale vogliono entrare in contatto” (Cluetrain, tesi n.25), di conseguenza dovranno considerare sia che i consumatori parlano tra loro sia che il minimo difetto di prodotto può venire smascherato. Storico l’esempio di Kryptonite (2004), nota azienda produttrice di lucchetti per biciclette, che, a causa di alcuni video su Youtube nei quali si mostrava come fosse facile aprire un Kryptonite con una Bic, sfiorò il fallimento http://bit.ly/1aA5Ocg . Le organizzazioni devono essere trasparenti verso l’esterno, ma anche verso l’interno, visto che “come per i mercati in rete, le persone si parlano direttamente anche dentro l’azienda”. I sistemi intranet, nati per facilitare la vita dei dipendenti dentro l’azienda, non dovrebbero trasformarsi in mezzi di controllo, tantomeno in strumenti di comando. L’utilizzo di Intranet o di social network aziendali come Yammer https://www.yammer.com/), già attivo in multinazionali come Shell e DHL, va ripensato per facilitare la comunicazioni interna e la condivisione di know-how.

La rivoluzione democratica tracciata dal Cluetrain Manifesto nasce per l’economia digitale, ma è applicabile anche off-line, in un’ottica di rivalutazione della componente umana nella comunicazione, quanto nel business, con i mercati, come tra colleghi. Forse ci stanno solo proponendo un modo per vivere il lavoro in maniera più serena.

Photo credit: ShashiBellamkonda / Foter / CC BY