Il Crowdfunding Finanzia le Bici del Nuovo Millennio

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Il secondo Rinascimento a cui stanno assistendo le biciclette negli ultimi anni porta con sé una serie di novità che pongono i velocipedi in diretta competizione con i più diffusi scooter e non solo; basti pensare che per un tragitto inferiore ai 6 km (la distanza tipica per chi si sposta in una città di dimensioni medie) si impiega meno tempo a viaggiare in bici che non in automobile. È quindi normale che con l’aumentare dei ciclisti su strada (siamo al 7,4% della popolazione europea) si moltiplichino anche le offerte da parte dei produttori e le richieste da parte dei ciclisti.

È proprio all’intersezione delle due categorie che si pone il fiorire del crowdfunding, con decine e decine di progetti presentati alla web community ogni giorno. E l’Italia non si tira indietro. Il paese di Coppi e Bartali potrebbe infatti presto veder nascere una simile rivalità tra i progettisti che si celano dietro Giano e Sada, due bici “senza raggi” che rivoluzionano a tutti gli effetti l’immagine tradizionale delle due ruote.

Per Giano la produzione dovrebbe iniziare a breve, prevalentemente indirizzata ad un mercato di nicchia negli States, mentre Sada, nata nel 2010 da una tesi di laurea al Politecnico di Torino, si preannuncia un exploit ben maggiore, con l’eccezionale possibilità di piegare il telaio in un solo movimento per ridurlo alle dimensioni di un ombrello (chiuso, ovviamente). Cosí si potrebbe dare una risposta a tutti quei pendolari che vogliono andare al lavoro in bici ma che non hanno possibilità di parcheggio. Torino è anche la città dietro al progetto Bikecyclo, una bici dal design essenziale ma funzionale. La campagna di crowdfunding da poco lanciata su Indiegogo ha l’obiettivo di raccogliere 5000€ in preordini per cominciare a mettere in moto la produzione su larga scala.

Andando fuori dai confini nostrani è poi possibile scoprire design ancora piú bizzarri, quali bici di cartone in Israele e di legno progettate in Lettonia, o addirittura con il telaio in bambú, ovviamente fatta in Cina. Negli anni ’60 si diceva che una Fiat 500 e una bici potessero essere messe a posto utilizzando gli stessi attrezzi, ma oggi questo non è ovviamente piú vero, né per le Cinquecento, né per le due ruote. L’unico limite all’immaginazione dei fanatici di biciclette sembra davvero essere solo il cielo, ma spesso viene trascurato un particolare non secondario: il portafoglio. Alcuni dei gioielli elencati hanno davvero il prezzo di un collier, al punto che chi se li può permettere potrebbe avere dei ripensamenti nel lasciarli parcheggiati incustoditi. È qui che entra in gioco Cricket, un dispositivo delle dimensioni di un tappo di bottiglia che permette il rintracciamento dell’oggetto del furto facendo uso di una app collegata alla cloud, il tutto al prezzo di un lucchetto di media sicurezza.