Il Disagio del Natale: Tutte le Buone Ragioni per Odiarlo

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Tutto inizia con una balla colossale. I genitori decidono, forse per esonerarsi da ogni responsabilità nel caso ti arrivi Ken pediatra anziché Ken harleysta come avevi chiesto, di farti credere che non siano loro a comprarti i regali. Così si appellano a un misto di tradizione cristiana e folklore sassone e ti tirano fuori un pingue ultrasettantenne perennemente ubriaco che non fa incidenti solo perché  anziché automobili guida caribù. Non che a te interessi chi ti porta i regali, l’importante è che arrivi Ken harleysta che sappia dire “Barbie portami una birra” ruttando e picchi il pugno sulla confezione regalo da vero maschio. Ma loro ti fomentano con questa cosa della lettera, e del latte, e dei biscotti, e tu li assecondi pensando che sia l’unico modo di arrivare a Ken. Ti mettono anche ansia esistenziale, perché tutto questo accadrà solo “se avrai fatto la brava”, manco lavorassi per Don Rodrigo. Dopo qualche anno il parentado è esasperato: tuo padre è stanco di applicarsi la barba finta e tua madre di giustificarti la sostituzione del marito con un vecchio obeso in stivali di pelle, ed entrambi iniziano a chiedersi come mai tu non ti sia autonomamente posta dei ragionevoli dubbi (sarà autistica? Soffrirà di deficit dell’attenzione? O è solo scema?). Così distruggono la messinscena, proprio nello stesso periodo in cui smetti di trovare soldi sotto i denti da latte. Sperimenti un crollo delle certezze che in confronto Schopenhauer era sereno, inizi a odiare tutti e a pretendere da Ken più di quanto possa darti. Tutto questo se sei un bambino normale.

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Se invece sei me, le cose vanno diversamente. Non rimani delusa dalla rivelazione sull’inesistenza di babbo natale perché tu, a babbo natale, non hai mai creduto. Ci hanno provato, ma non è andata. Problema 1: non c’è tuo padre che si traveste. Né un vicino che si presti, né uno spogliarellista disponibile il 24 dicembre sera. Problema 2: tua madre in costume non sarebbe credibile (più che altro per le tette). Problema 3: non hai un camino. Quando hai circa quattro anni lo fai notare a tua madre pretendendo delle spiegazioni. Lei, un ricettacolo di fantasia, ti spiega che babbo natale è magico e che passa dagli infissi delle finestre. Problema 4: tua madre, il ricettacolo di fantasia, si è dimenticata che tu, sua figlia, sei un ricettacolo di neuroni. Dopo la storia degli infissi si stava già dando un’autopacca sulla spalla per la brillante trovata quando tu le rispondi che ok, babbo natale è magico e passa dagli infissi. Ma i regali?