Il Distacco dei Lavoratori: Strumento di Flessibilizzazione del Rapporto di Lavoro

Secondariamente, va ricordato che l' eventualità del distacco rientra nel potere organizzativo del datore di lavoro e non si richiedono ulteriori requisiti, salvo il consenso del lavoratore, nel caso in cui la sua mansione sia diversa, sebbene equivalente, rispetto  a quella oggetto del rapporto di lavoro con il  datore distaccante. Il consenso del  lavoratore dipendente è altresì richiesto nel caso in cui la nuova unità produttiva disti più di 50 km da quella abituale. In questo ultimo caso, si richiedono comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive da parte del distaccante.

In più, la temporaneità menzionata nell'art 30 risulta essere un' entità non definibile ex ante e si presta a corrispondere all' interesse del distaccante stesso : fintanto permarrà l' interesse, fintanto il distacco risulterà lecito.  È altresì interessante evidenziare che, l'utilizzo di tale istituto ha subito un significativo incremento nel suo impiego negli ultimi anni, e ciò alla luce di una duplice valutazione.

In prima analisi, ciò risulta essere il risultato di un processo lungo e travagliato, iniziato nel lontano 25 marzo 1957, data in cui si costituiva la Comunità economica europea, grazie al Trattato di Roma stipulato tra Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Tale nuova entità giuridica sovranazionale mirava a sviluppare le economie degli Stati membri mediante la  liberalizzazione della circolazione di beni, servizi, capitali e, appunto,  lavoratori.

Foto 1. Firma del Trattato di Maastricht - 7 Febbraio 1992

signature_of_the_treaty_of_maastricht_1993