Il Fumetto Italiano: Consigli per gli Acquisti

Dylan dog

Quando ero piccolo in zona Roma e dintorni c’era l’emittente televisivo SUPER 3 che mandava in onda tutti i cartoni giapponesi famosi dell’epoca: erano sgranati, dall’audio sporco e dalle trame episodiche praticamente sempre uguali. Li adoravo. Ancora oggi vi potrei cantare a memoria le sigle di Daltanius, Gigi la Trottola, Carletto il Re dei Mostri e tanti altri.

Questa premessa è fondamentale per farvi capire perchè ho iniziato a leggere manga. All’epoca i negozi di fumetti dalle mie parti erano rari e i pochi volumi che si trovavano erano nelle care vecchie edicole. Sono cresciuto leggendo Ken il guerriero, Dragon ball e City Hunter, oltre a comprare svariati titoli interessato solo dalla copertina. Poi mi sono detto: bravi sti giapponesi ma noi italiani? Sono quindi passato a Dylan Dog. Ed è stato subito amore. Ciò che veramente trovai straordinario furono le meravigliose metafore all’interno di ogni numero, le similitudini tra i mostri, reali e tangibili da sconfiggere con la fidata pistola lanciata da Groucho, e quelli mentali, dettati dalla società che essa stessa genera, molto più pericolosi di quelli con artigli e zanne. Dylan Dog ti lasciava a fine numero quel senso di appagamento e di tristezza tipico dei bei romanzi. Avrete notato che ho declinato tutti i verbi al passato. Questo perché non lo nego: DD non mi piace più. Non starò qui a parlarvi del perché (cosa già fatta da molti e sicuramente meglio di quanto potrei fare io) ma vi dirò quali sono stati i sostituti nel panorama del fumetto italiano che secondo me possono sostituire la fine di questo big della Bonelli.

storie

Senza andare troppo lontano infatti, sempre della Bonelli ho iniziato a leggere Le storie, fumetto a uscita mensile fatta da diverse storie connesse tra loro e ambientate in contesti storici differenti. Ogni numero romanza un evento storico intrecciando fatti realmente accaduti con finzione letterarie, creando ogni volta curiosità nel lettore su quel periodo storico particolare.

Cambiando genere consiglio Morgan Lost, con protagonista omonimo che sembra essere il reale erede (dal punto di vista del personaggio) di Dylan Dog: cacciatore di serial killer in un presente alternativo, ambientazioni che richiamano un misto tra il corvo e sin city e presenza di molte metafore relative al nostro presente, quello del lettore. L’opera inoltre strizza l’occhio alla quarta dimensione, colorando di rosso e nero il fumetto, imitando il modo di vedere del protagonista, daltonico.

Ultimissimo arrivato è Ut. Spiegare la trama di Ut è complicato dopo aver letto i primi tre numeri: è possibile dire solamente che è ambientato in un’epoca non bene definita dopo l’estinzione degli esseri umani e ora la Terra è popolata da esseri umanoidi abbandonati ai loro istinti primordiali. Lo sforzo del lettore sarà capire cosa sta leggendo, ma col sentore che sia qualcosa di molto affascinante.

zerocalcare

Per ultimo come non citare quei fumetti che si sono fatti da soli. Cioè quelli partiti dal web, che con vignette giornaliere si sono guadagnati migliaia di iscritti e l’attenzione delle case editrici. Impossibile non conoscere oggigiorno ZeroCalcare che con i suoi fumetti ambientati a Rebibbia (e ultimamente anche a Kobane) ha conquistato lettori e critica. “Dimentica il mio nome” è un capolavoro di comicità mista a tenerezza e a tristezza, capace di stare in una libreria vicino a grandi nomi della letteratura italiana senza sembrare un sacrilegio.

Altro fenomeno nato dal web è Sio in arte Scottecs, che con le sue strisce demenziali (disegnate malissimo) ha conquistato quel pubblico che non vuole una storia ma solamente ridere (molto meglio di Sio a mio parere c’è Daw con “A come ignoranza”). Ultima scoperta della casa editrice Shockdom è Labadessa, disegnatore di strisce napoletano, che con le sue vignette raffiguranti uomini uccello racconta la vita quotidiana di tutti, con umorismo e intelligenza.

Insomma il fumetto in Italia sta avendo un periodo di successo come non mai e la prova più grande è il proliferarsi di fiere in tutto il Paese, anche in centri urbani non proprio principali (come la mia città, dove l’unica fumetteria presente aveva chiuso). Vi consiglio quindi di iniziare a leggere qualcosa e di visitare una di queste fiere e se volete qualcuno che vi consigli mi potete trovare in fila per l’autografo da Leo Ortolani.