Il Gas Salverà Cipro?

Tuttavia, a quasi un anno di distanza dal prestito internazionale di 10 MLD €, le difficoltà non accennano a frenare. Il 10 marzo Panicos Demetriades, governatore della banca centrale cipriota, si è dimesso per le fortissime critiche ricevute sulla gestione del prestito, mentre Noble Energy, Eni e Total, principali compagnie impegnate nel progetto, sono ancora lontane dal rendere commercialmente operative le attività di trivellazione sui fondali, iniziate nel settembre del 2011.

Ago della bilancia della nuova questione cipriota è la posizione della Turchia, che non riconosce lo Stato della Repubblica greca di Cipro sostenendo invece le istanze della minoranza della Repubblica turca di Cipro del Nord, nata con l’invasione dell’isola nel 1974. Grande è il timore che l’alleanza tra la Cipro greca e Israele possa tagliare fuori dai giochi energetici la parte turca dell’isola, e quindi la stessa Turchia. Israele e la Repubblica greca di Cipro non solo hanno definito i rispettivi confini marittimi nel 2010, ma ora Israele, che da un anno circa ha aperto il giacimento di Leviathan, distante solo 34 chilometri dalle acque cipriote, sta fornendo alla Cipro greca tecnologia e know-how per preparare il futuro sfruttamento del gas con impianti e personale specializzati. In tutta risposta la Turchia minaccia di schierare la sua flotta navale per difendere gli interessi della Repubblica turca di Cipro del Nord.