Il Miglior Modo Per Affrontare Un Colloquio di Lavoro Secondo i Rectruiters di Google

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Non abbiamo una seconda chance per dare una buona prima impressione. Questa è l’unica cosa che conta.

A conferma di questa tesi ci sono le importanti dichiarazioni di Laszlo Bock, People Operations in Google (in foto), il quale sostiene che la finalità unica di ogni intervista di lavoro è proprio quella di trovare delle conferme alla prima impressione che il candidato è riuscito a dare di se – le domande non contano. O meglio, le domande in se non sono così importanti. Ad ogni modo vi consigliamo di rispondere a chi, dall’altra parte della scrivania, fa il bello ed il cattivo tempo. Ecco alcuni utili consigli per prepararsi ed affrontare al meglio i prossimi colloqui.

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Stando a ciò che ci dicono i recruiters di Google, i quali sposano la tesi di Laszlo, le domande sono pressoché sempre le stesse. Ecco allora il nostro primo consiglio per ottenere il lavoro dei nostri sogni: predire il futuro. Facile pronosticare almeno la metà delle domande che ci verranno fatte. Fra le più in voga al momento le domande tese a verificare le nostra intelligenza logica deduttiva. Riportiamo qui un esempio: ‘Quante finestre ci sono a Londra?’ Impossibile conoscere la risposta ma, invece di improvvisare una più o meno veritiera, è bene fare assunzioni e deduzioni (es. a Londra ci sono 12 milioni di abitanti, 1 appartamento ogni 4 abitanti, ogni appartamento ha in media 4 finestre) per arrivare ad una risposta ragionata.