Il Problema Delle Relazioni A Distanza Non È la Distanza. È la Relazione.

A me tempo fa è capitato di sentirmi dire dopo un anno e mezzo di relazione “guarda che se ti prendono per l’exchange ti lascio, soprattutto se vai negli Stati Uniti perché so già che ti trombi tutta la squadra di football”. Ora, al di là delle mie evidentemente scarse abilità di rassicurazione del prossimo, una reazione del genere al prossimo ti ci porta.

E la regola del what goes around comes around porta a far ritrovare te nell’identica situazione del poco fiducioso soggetto salutato qualche mese prima. La prontezza del karma rende inevitabile ripensare alle parole a suo tempo ricevute, che con un breve esame autocritico non ti senti di condannare come eccessive in quanto può essere che avessi vagamente manifestato un’impercettibile sensibilità a uniformi sportive e rugbisti sudati. Non che ora tu non ne abbia più o che sia talmente bella e intelligente e brillante da non dover temere che l’altro ne abbia per stacchi di coscia chilometrici o decolleté straripanti.

O per il fattore foreign che ha sempre un gran peso curricolare nel posizionamento bandierina su nuovo paese deflorato. Il fatto è che la lontananza viene percepita come minaccia non proporzionalmente al livello di gelosia malata di chi resta ma all’opinione che costui ha di chi parte. Se al proprio fianco si ha un incontenibile focolaio di testosterone alla disperata ricerca di conferme dall’altro sesso che negli anni dell’adolescenza sono mancate perché era grasso con l’acne e i peli prepubici al posto della barba, anche la Schiffer della situazione avrebbe di che temere. Perché il viandante sul mare di fregna non cede solo al fascino di fanciulle mediorientali più affascinanti di quella che ha a fianco, no, cede a qualsiasi essere ovaio munito che dimostri immediato e talvolta inspiegabile interesse verso il suo improbabile fare da italian stallon. Il caso in cui il soggetto decollante sia mansueto e tranquillo è anche più preoccupante: la scoperta della trasgressione oltre la dogana è data a 1.10, e il ragionier Filini di turno potrebbe tornare con un bagaglio carico di latex e feticismo e otto figli illegittimi con un tasso di multietnia da far impallidire l’Inter.