Il Suono Dell’Imprenditoria: Intervista a Luca Capozzi, Owner di Progsounds

La tua è una società con sede a Dublino, in Irlanda. Perché non sei rimasto in Italia?

Ci ho provato. Inizialmente ho adottato il regime dei minimi, ma i parametri sono davvero stretti se consideriamo che il tipo di attività che svolgo si affida quasi continuamente a ricerca e sviluppo. Di conseguenza, fondamentale è l’acquisto di apparecchiature. I primi due anni sono stati abbastanza difficili. Il passaggio a regime ordinario, combinato con un anno in cui il business è cresciuto, è stato il colpo di grazia. Tra scaglioni, contributi previdenziali, IRAP, anticipi e burocrazia varia, ho speso molto più tempo a capire come essere un onesto contribuente e un bravo cittadino che per far crescere l’attività. Così ho deciso di provare in un altro Paese, dove ho trovato poche regole (molto chiare). Essendo un “Sole Trader” non posso usufruire della tassazione agevolata che hanno le “Companies”, ma si tratta pur sempre di una pressione fiscale che oscilla intorno al 20-30%. Il costo della vita è abbastanza alto, ma vedere che i propri soldi contribuiscono a far girare l’economia fa piacere.

Un consiglio per chi voglia cimentarsi in “imprese del genere”?

Di farlo per le ragioni giuste e non per essere il “capo di se stessi”. Avviare, gestire e far crescere un’impresa significa fare sacrifici, rinunciare a molte cose; significa mettere anima e corpo in un progetto in cui si crede, anche quando altri non condividono il tuo entusiasmo; se, come nel mio caso, capita di avere clienti dall’altra parte del mondo, significa organizzarsi anche in funzione delle esigenze (e del fuso orario) altrui. E’ vero, però, che se si hanno costanza, determinazione, passione e voglia di fare, le soddisfazioni – magari piccole nei primi tempi – arrivano. Eccome se arrivano.