Industria 4.0: le Innovazioni del Prossimo Futuro

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L’industria italiana si sta evolvendo, o almeno questi sarebbero i presupposti. Sulla linea del “Piano Nazionale Industria 4.0” presentato dal Ministro dello Sviluppo Economico Calendula e dal premier Renzi a Milano lo scorso 21 settembre, il 26 settembre è stato avviato il road show di divulgazione e conoscenza delle innovazioni tecnologiche che le imprese, in collaborazione con centri di ricerca, pubblici e privati, stanno sviluppando nell’arco dei 3-5 anni in alcuni settori cardine dell’economia italiana, raccolte nel report AIRILe Innovazioni del prossimo futuro. Tecnologie prioritarie per l’Industria”.

Il ciclo di conferenze, fatte in collaborazione con Innovhub Stazioni Sperimentali per l’Industria (SSI), è partito dalla Camera di Commercio a Milano dove AIRI ha fornito una panoramica dei principali scenari tecnologici e linee di tendenza della ricerca industriale nazionale, con uno sguardo ai cambiamenti in atto a livello globale nei temi chiave delle ICT e Telecomunicazioni, Energia, Chimica, Trasporti su terra, Beni Strumentali per l’industria e i servizi.

“È stato un lavoro poderoso per i ricercatori che hanno analizzato diversi settori industriali. I nostri ricercatori hanno individuato delle linee che potrebbero svilupparsi nel medio termine e che potrebbero portare ad attività e prodotti innovativi” ha detto Renato Ugo, presidente dell’ AIRI.

L’incontro si è focalizzato in particolare sulle esigenze del sistema imprenditoriale lombardo e ha coinvolto imprese, ricercatori e cittadini nel dibattito tecnico-scientifico in seno alle tecnologie prioritarie AIRI che sono frutto della cooperazione pubblico-privato nella ricerca industriale. “Siamo molto felici di aver scelto Milano come luogo dove presentare il nostro report. Milano è capoluogo della regione che meglio risponde alle istanze di innovazione dell’industria italiana” ha infine pronunciato il presidente dell’’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale.

Primo ad intervenire è stato Cosimo Franco, amministratore delegato di Endura. Il CEO prevede una crescita di investimenti nel settore chimico per tecnologie volte alla minimizzazione dei rischi di processo (creazione di microreattori facilmente controllabili), per tecnologie ecosostenibili (creazione di bioraffinerie integrate per la produzione di biochemicals o l’utilizzo di biomasse nella produzione di elastomeri) e per tecnologie formulative e innovative (nano materiali, grafeni in 3d o sviluppi di materiali plastici di nanocariche).

Poi l’attenzione si è spostata al settore energetico con l’intervento di Massimo Chindemi. Il leader di Eni sostiene lo sviluppo dei biocarburanti “avanzati” come possibile frontiera futura: entro il 2020 si progetta di trasformare gli impianti tradizionali di raffineria in bioraffinerie, di sviluppare ulteriormente il bioetanolo e di sostituire l’olio di palma con diversi altri oli per creare nuovi biocarburanti. Inoltre, nuove speranze sono state affidate alla tecnologia waste-to-fuel, che consiste nella produzione di energia tramite combustione di rifiuti biodegradabili.

Terzo ad intervenire Alfonso Fuggetta, CEO di Cefriel e rappresentante del settore delle telecomunicazioni e ICT. Fuggetta ha più volte sottolineato l’importanza dei giovani come portatori di innovazione: “Dobbiamo trovare un modo di dar spazio ai giovani laureati oppure non avremo neanche le risorse per fare innovazione: questo è il tema cruciale, che invece oggi viene ampiamente sottovalutato”.

Ultimo, ma non per importanza, Francesco Jovane, professore del Politecnico di Milano. Il docente ha illustrato come i beni industriali, in particolare quelli dell’industria della salute, della produzione alimentare e dell’agricoltura, stiano accogliendo sempre più le innovazioni. L’automazione ci avvicina sempre più al modello di industria 4.0 del colosso Tesla e permette alle industrie italiane di aumentare la produzione pur mantenendo la qualità dei prodotti. La chiave di volta sta “nello sviluppo di un settore manifatturiero che sia competitivo e che allo stesso tempo assicuri sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

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