Informazione 2.0: Quando Avere uno Smartphone Conta Più di un Tesserino

Smartphone

Da anni va avanti il continuo dibattito sulla necessità o meno di abolire il fatidico ODG, l’Ordine dei Giornalisti italiani. Un ordine che detta regole, un ordine nella cui cerchia sono entrati pochi eletti “privilegiati”, con una targhetta sulla scrivania, dentro il mondo dell’informazione italiana. Eppure, al di fuori delle convenzioni e di esami di abilitazione di cui francamente si dubita ancora l’efficacia, c’è un mondo parallelo che si fa strada, anzi, che di strada ne ha già fatta tanta e si è imposto prepotentemente davanti alla patina della carta stampata e ad un giornalismo ancora in bianco e nero: è il giornalismo social.

Nelle ultime due settimane il mondo è stato scosso da una serie di eventi che in pochi avevano previsto, e che ancora in meno sono riusciti a documentare e ad analizzare con la dovuta perspicacia. Il fallito golpe turco di venerdi scorso ha lasciato impressi nella mente gli appelli del presidente Erdgoan al popolo turco, che grazie all’uso di strumenti quali FaceTime e Twitter ha richiamato i suoi elettori a rimanere saldi e a respingere il tentativo di colpo di stato: «Chiedo a tutti di andare nelle piazze e negli aeroporti. Io sarò con loro» (@trpresidency, ore 02:01)

Qualche settimana prima anche il ridondante Sì che ha visto il Regno Unito scegliere di uscire dall’Unione Europea è stato un buco nell’acqua per molte eminenti testate, italiane e straniere, che a poche ore dalla fine del voto avevano sbagliato completamente il risultato finale. E ancora, la strage di Nizza ha mostrato le potenzialità di un giornalismo fatto di tempismo, chiarezza e modernità, un giornalismo senza fronzoli, senza inutili dibattiti, dove i giornalisti che si trovavano casualmente sul posto hanno usato gli unici strumenti a loro disposizione, come un semplice smartphone, per documentare in diretta il terribile accaduto.

Ed allora viene da chiedersi in un mondo che corre veloce in cui le notizie non hanno più tempo per essere infiocchettate e spedite al mittente, se l’educazione alla professione di giornalista debba riguardare banchi di scuola, esami di stato, o se l’essere capace di usare uno smartphone al momento opportuno forse conti molto di più.