E Se Internet Smettesse di Funzionare?

E se la rete Internet mondiale smettesse di funzionare per ventiquattro ore?

Jeff Hancock, docente alla Stanford University, si è interrogato spesso su come sarebbe la vita attuale senza il Web. Dal 2008, ha condotto numerosi esperimenti con i suoi studenti, lanciando un guanto di sfida: stare le 48 ore del fine settimana senza internet per poi discuterne gli effetti in classe il lunedì successivo.

Il 2009 è un anno cruciale: “Quando ho cercato di introdurre il compito, c’è stata una rivolta nella classe”, afferma Hancock, “Gli studenti hanno detto con veemenza che la consegna era impossibile e ingiusta”.

connessioniQuesta reazione da parte degli alunni costituisce un passo fondamentale per gli studi del docente: essi, infatti, sono incentrati sulla psicologia e sui processi sociali legati alla comunicazione digitale. Gli allievi della Stanford sono convinti che stare offline anche solo per un fine settimana avrebbe delle conseguenze negative (a tratti disastrose) sullo studio perché impedisce di completare il lavoro per altri corsi, sulla vita privata dal momento che gran parte delle relazioni sociali si sviluppa virtualmente. Anche gli affetti sarebbero nel mirino di questo esperimento: spegnere internet per quarantotto ore significherebbe scatenare il panico tra famiglia e amici che penserebbero al peggio.

Dopo un episodio simile, Hancock si è visto costretto a interrompere l’esperimento:

Eppure la forte integrazione tra l’attuale stile di vita e il digitale mette in evidenza l’urgenza di trovare una risposta a questa domanda. Verosimilmente, si potrebbe ipotizzare un panico generale. Ma forse non sarebbe una tragedia così insormontabile.

Nel 1995 meno dell’1% dlela popolazione mondiale disponeva di un collegamento alla rete poiché Internet rappresentava una curiosità, non una necessità. In quasi vent’anni più di 3,5 miliardi di persone sono online, pari a circa la metà della popolazione del globo, e i numeri continuano a crescere a un tasso di dieci persone al secondo.

webA tal proposito, interviene anche William Dutton, docente alla Michigan State University e autore del libro Society and the Internet, il quale afferma:

Il punto è che Internet non è inviolabile: lo stop della rete, su scala nazionale o mondiale, è una concreta possibilità. I mezzi per raggiungere una simile situazione sono molteplici: dagli attacchi degli hacker allo spegnimento dei server fino al taglio dei cavi sottomarini che trasportano un ingente volume di dati tra i continenti.

Inoltre, alcuni governi dispongono di “kill switches“, dei meccanismi di sicurezza in grado di spegnere la rete internet di una nazione. Una prova arriva dall’Egitto che, durante la Primavera Araba del 2011, si è vista costretta a disattivare qualsiasi tipo di connessione per impedire ai manifestanti di organizzare nuove proteste. Anche gli USA stanno pensando di progettare il proprio sistema per difendere il Paese dai cyberattack. Tuttavia, progettare un kill switch non è così semplice: molto dipende dall’estensione geografica e dal grado di sviluppo della nazione poiché esistono troppe connessioni tra network sia all’interno sia all’esterno dei confini.

tempesta solareCiò che potrebbe produrre gli effetti più devastanti proviene dallo spazio: una grande tempesta solare i cui raggi sono diretti verso la Terra metterebbe fuori gioco i satelliti, i computer e i contatori. David Eagleman, neuroscienziato alla Stanford University, spiega:

Il conforto a presagi come questo arrivano direttamente da Scott Borg dell’organizzazione non-profit United States Cyber Consequences:

Borg è stato interrogato anche per spiegare i possibili effetti sull’economia. Con grande sorpresa ha spiegato che sarebbero insignificanti se internet si spegnesse al massimo per quattro giorni.

È emerso, infatti, che perdere l’accesso a Internet per qualche giorno ha incitato i dipendenti a rimanere indietro con il proprio lavoro. Borg spiega:

Addirittura, in alcuni casi lo spegnimento delle linee permetterebbe di incrementare la produttività. Borg e i suoi colleghi hanno “suggerito alle aziende che se spegnessero Internet per alcune ore ogni mese e facessero svolgere ai propri dipendenti le attività postposte, si avrebbero dei benefici nella produttività generale”.

produttivitàAnche il settore dei trasporti non sarebbe colpito così duramente come si pensa: aerei e treni sono perfettamente in grado di funzionare senza Internet. Andare offline per più di un giorno avrebbe degli effetti sulla logistica perché ancora nessuna compagnia si è impegnata a creare dei piani alternativi in casi di malfunzionamento della rete.

Le vittime più colpite dall’offline sarebbero le piccole imprese, gli operai e la psiche generale della società.

Partiamo dalle piccole attività e dagli operai. Nel 1998 circa 45 milioni di cercapersone statunitensi hanno cessato di funzionare a causa di un problema tecnico al satellite. La ricerca di Dutton a seguito dell’evento rivela che la reazione dipende dallo status sociale. I lavoratori della classe medio-alta con un’occupazione a livello manageriale non hanno avuto grossi problemi poiché hanno percepito l’evento come se fosse “un giorno di neve”; anzi è stato un sollievo. Gli operai liberi professionisti, come i carpentieri, si sono ritrovati tagliati fuori dal loro lavoro per pochi giorni. Anche le madri single che accompagnano i propri figli all’asilo hanno subito un grosso stress perché consapevoli di non essere reperibili in caso di emergenza.

no panicVeniamo, infine, agli effetti sulla psiche. Quando si spengono le reti, emozioni come ansia e senso d’isolamento causano numerosi disordini. Le persone, grazie a Internet, sono abituate a essere reperibili e a poter rintracciare chiunque, in ogni momento e in qualsiasi angolo della Terra. Borg ha provato queste sensazioni sulla sua pelle quando per sbaglio ha dimenticato il proprio telefono al suo appartamento:

Dutton, inoltre, aggiunge che l’idea di base, secondo la quale Internet limiterebbe la socialità e le relazioni umane, è un errore.

La perdita della rete farebbe aumentare l’interazione sociale solo in alcune situazioni specifiche, per esempio tra colleghi di lavoro anziché ricorrere alle mail, ma in generale causerebbe solo disagi.

Le ricerche di Hancock, perciò, si concludono con una nuova ipotesi. Perdere internet, probabilmente, poterebbe le persone a riconoscere la sua importanza nelle loro vite, ma sarebbe comunque riconsiderato come una garanzia. Indubbiamente,