Io mi Sposo da Sola: Quando il Matrimonio Diventa Ossessione

Yasmin Eleby

Si dice che ogni bambina, sogni l’abito bianco. Fin da piccole, fiabe, letteratura, musica e cinema ci hanno parlato del matrimonio come del raggiungimento della felicità eterna: dalla Disney che ha inevitabilmente segnato le donne con aspettative tanto sdolcinate quanto irreali, alla signora Bennet di “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen che incarnava la tipica madre il cui unico scopo nella vita era maritare le figlie, fino a Madonna vestita da sposa sexy in “Like a Virgin” e alla commedia romantica americana anni ‘80/’90 in grado di commuovere anche la più cinica delle ragazze. L’idea dell’amore eterno celebrato con una grande festa e con l’abito da sposa più bello e sfarzoso mai visto prima, si annida per anni nella maggior parte delle donne che presto o tardi iniziano a considerarlo come un vero e proprio obiettivo di vita.

Un fenomeno immortale, messo a dura prova dall’epoca che stiamo vivendo, in cui le nuove tecnologie, che migliorano la vita a tal punto da avvicinare corpi distanti e a far conoscere persone che probabilmente non si sarebbero mai incontrate prima, sono le stesse responsabili delle mancanze nei rapporti umani. Si, perché se si è troppo impegnati a fissare lo smartphone in metropolitana si rischia di perdere lo sguardo i uno sconosciuto che legge il tuo libro preferito, e perché siamo diventati spavaldi e pieni di iniziativa solo per commentare le foto su Facebook di una persona senza avere il coraggio di dirle che ci piace davanti a un caffè. Non essere più in grado di corteggiare se non attraverso uno schermo è solo uno dei milioni di motivi che hanno messo in crisi i rapporti umani, inclusi ovviamente quelli sentimentali. La crisi dei valori e del concetto di fedeltà hanno fatto il resto, e credere nel matrimonio in un momento storico in cui i divorzi sono all’ordine del giorno e i veri eroi sono le coppie che rimangono insieme nonostante tutto, la domanda che ci poniamo è: perché si è ancora ossessionati dall’abito bianco?

Solo-wedding

In questi giorni ha fatto il giro del mondo la storia di Yasmin Eleby, 40enne texana che ha deciso di sposarsi con se stessa. «Ho sempre detto che se non avessi trovato un marito entro i 40 anni avrei sposato me stessa», ha raccontato ad Abc News, dichiarando inoltre che questo matrimonio rappresenta un impegno ad amarsi e ad onorarsi. Yasmin ha avuto ben 10 damigelle e una cerimonia sfarzosa, e in questo momento sta programmando il suo viaggio di nozze in Cambogia, Laos e Dubai. Considerando che il matrimonio non è ovviamente legale e che per amarsi e imparare ad accettarsi non serve indossare un abito bianco, sembra palese che Yasmin abbia preso questa decisione solamente in base alle sue aspettative nei confronti del matrimonio e all’idea estremamente femminile di poter organizzare i dettagli della cerimonia e di essere per un giorno al centro dell’attenzione.

E se pensate che questa storia sia assurda, allora non avete mai sentito parlare di «Solo-wedding», opportunità unica nel suo genere per donne in carriera e benestanti che non hanno un uomo con cui condividere il giorno più romantico della loro vita. Questo pacchetto è un’idea di un’agenzia viaggi di Kyoto e comprende tutti i riti delle 48 ore precedenti alla cerimonia: dall’addio al nubilato alla scelta del bouquet, dalla prova trucco e capelli al servizio fotografico. Sul sito che offre anche la possibilità con soli 370 euro in più di richiedere un modello giapponese nelle foto, troviamo una scritta implacabile: «Siete sole e non sapete se avrete mai l’occasione di sposarvi?», facendo leva sul dovere di indossare un abito da sposa finchè si è giovani e belle.

Se questa ossessione per il matrimonio vi stupisce, probabilmente non avete mai passato il pomeriggio davanti a una maratona di programmi tv come “Quattro matrimoni” dove le spose si sfidano per la cerimonia più bella, “Abito da sposa cercasi” girato in un atelier dove future spose in preda a crisi di panico litigano con la famiglia per il budget dell’abito perfetto, e “Non ditelo alla sposa” dove il futuro marito in poche settimane deve organizzare il matrimonio perfetto senza dire niente alla futura moglie sull’abito, sul menù e sulla location.

Insomma, sembra che il matrimonio sia diventato spettacolarizzazione, stress, soldi, tempo sprecato, litigi in famiglia, e ci viene da pensare che questa ossessione sia ben lontana dal sogno di amore realizzato ed eterno di quando eravamo bambine.

Immagine Copertina: Credit to Eric B. Blackshire