Iraq, Parla l’Esperto: “In Siria si Rischia lo Scontro tra Nato e Russia”

Con la ratifica dell’accordo in Libia, in che modo l'Italia guiderà la missione?

In Libia, fino al recente “Governo di accordo nazionale”, se non ci fosse stato l'ISIS lo si sarebbe dovuto inventare. Questo perché dopo la caduta di Gheddafi il Paese è stato lasciato in balia di violenza, corruzione e guerre private. E' duro ammetterlo ma in un Paese senza più regole e sotto la minaccia costante di bande armate od abusi di ogni tipo, anche il califfato può rappresentare una speranza. Quantomeno fornisce una parvenza d'ordine. Sulla modalità “finale” dell'intervento è prematuro esprimersi. Attendiamo le intenzioni degli attori principali. Fondamentale sarà un mandato delle Nazioni Unite, a differenza delle “coalizioni” prive della chiara e certa benedizione dell'ONU. C'è un rischio però: l'Italia, che ha assistito prima passivamente e poi addirittura attivamente alla caduta del raìs libico, può essere considerata un Paese affidabile dai libici? Delle forze armate come quelle italiane, nonostante tutti i tagli forze di prim'ordine, formate da uomini generosi e straordinari, potranno impegnarsi con convinzione sapendo che, come sempre avviene nel nostro Paese, il nemico non è di fronte ma alle spalle? Talvolta proprio quello che ci ha affidato la missione...

La forza militare di una nazione deriva non solo dalla qualità dei mezzi o dei soldati ma dall'appoggio convinto della società. L'Italia sarà in Libia con i nostri uomini e donne, qualunque cosa accada?.

Il Medio Oriente potrebbe diventare teatro di una nuova guerra fredda tra NATO e Russia?

Assolutamente no, potrebbe a breve trasformarsi in una guerra calda. Quando si raccontano i retroscena tra i Paesi coinvolti nel conflitto in corso si possono con leggerezza analizzare le reali intenzioni di monarchie o repubbliche coinvolte. Si può, ad esempio, valutare l'aiuto consistente fornito al califfato da parte della Turchia o si possono raccontare i bombardamenti nei confronti dei curdi (anche quelli che addestriamo) in Iraq, in Siria e nella stessa Turchia. Quel che non bisogna mai dimenticare nell'enorme farsa in corso è che la Turchia ha forze armate che avrebbero potuto schiacciare l'Isis in un quarto d'ora, se avesse voluto.Parliamo probabilmente dell'esercito più potente della Regione. E parliamo infine di un Paese della NATO. Una nazione quindi che, se “attaccata”, potrebbe - ai sensi del noto articolo 5 del Trattato Nord Atlantico - coinvolgere in intervento armato anche gli altri Paesi dell'Alleanza. Italia compresa.