Isis, l’Economia del Gruppo Terroristico più Ricco al Mondo

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Lo Stato Islamico, oltre a costituire una minaccia senza precedenti per l’Iraq e, potenzialmente, per tutto il mondo occidentale, è oggi, a detta di molti funzionari arabi ed occidentali, uno dei gruppi terroristici più ricchi al mondo.

La cellula jihadista, inizialmente il braccio ufficiale di Al Qaeda al tempo della guerra civile in Siria, nota anche con l’acronimo ISIS o ISIL – “Islamic State of Iraq and al-Sham” – amministra al momento un’economia autosufficiente nei territori sottoposti al proprio controllo militare, alimentata dal contrabbando del petrolio, l’estrazione coattiva di tributi dalla popolazione ed il saccheggio delle banche centrali. Un fatto che ci presenta un’immagine completamente diversa di quelle che sono le basi monetarie dello Stato Islamico, una volta considerato dipendente dai finanziamenti provenienti dagli stati arabi del Golfo – e più in generale dal mondo musulmano – ora ritenuto un’organizzazione in gran parte auto-finanziata attraverso “l’economia illecita” (vedi Figura 1). Un sistema oramai istituzionalizzato di raccolta fondi e commercio illegale  che costituisce, a detta di Hasan Abu Hanieh – studente giordano del radicalismo sunnita, esperto di Al Qaeda e dello Stato Islamico –  “un’economia stabile” nei territori siriani ed iracheni.

Figura 1.   Principali modalità di finanziamenti dello Stato Islamico

isis-2Infografica tradotta dal The Wall Street Journal