L’Italia è nella Morsa del Debito Pubblico, il Settore Tech è Sempre in Testa

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L’Italia è al terzo posto tra i Paesi col maggior debito pubblico, mentre il settore tecnologia questa settimana chiude nuovamente in positivo e supera il 23% di performance da inizio 2017.


Quali sono stati i fatti salienti della settimana?

  • Facciamo le valigie. Un sondaggio di Repubblica ha evidenziato che il 59% dei giovani pensa che recarsi all’estero sia l’unica soluzione possibile per trovare lavoro oggi.
  • Il dragone vola in alto. Grazie al settore immobiliare, la Cina continua a crescere oltre le aspettative: nel primo trimestre 2017 la crescita è stata del 6,9%.
  • Il fantasmino è stato preso. Dopo un buon esordio, la favola di Snapchat in Borsa prende una brutta piega e il valore delle sue azioni cala non poco.
  • Nel mirino dell’Antitrust. Stavolta vittima delle multe dell’Antitrust è il settore delle telecomunicazioni: un totale di 9 milioni di euro di multe da pagare.
  • Terzo posto aggiudicato. Nella classifica dei Paesi col più alto debito pubblico, l’Italia si posiziona al top guadagnando il terzo posto. Niente da festeggiare.
  • Dritti verso la meta. Mario Draghi conferma la politica sinora adottata dalla BCE: il quantitative easing andrà avanti con lo stesso ritmo e tassi invariati.
  • Una boccata d’aria. Un aiuto per il Paese ellenico: FMI ha approvato un prestito da 1,8 miliardi di dollari per far fronte alle esigenze della Grecia.
  • I migranti come risorsa. Il presidente dell’INPS, Tito Boeri, sostiene che i migranti con lavoro regolare sono una vera risorsa per il Paese che altresì potrebbe perdere sino a 37 miliardi nel 2040 se venisse fermata l’immigrazione.

Grafico della settimana

Ecco l’evoluzione del debito pubblico rispetto al PIL dal 2007 al 2016 (abbiamo considerato un valore che considerasse anche il debito delle pensioni, nel nostro caso l’INPS). L’Italia si colloca al terzo posto di questa classifica. L’Irlanda invece, oggi mostra un rapporto debito/PIL pari al 96%, che sarebbe del 105% qualora togliessimo l’effetto delle “aziende big” che vivono sull’isola solo per la leggerezza del fisco.

Come si sono mossi i mercati

Chiusura settimanale mista per le borse, in positivo il Giappone (0,7%) e Paesi Emergenti (1,2%), si prendono una pausa Europa (-1,7%) e Italia (-1,3%). La Borsa americana con la chiusura di questa settimana (0,3%) si porta ad una performance superiore al 10% da inizio anno, raggiungendo quella italiana.

Girando un occhio ai settori, si conferma nuovamente la chiusura positiva per la seconda settimana di fila del settore della tecnologia (+1,3%) che supera il 23% di performance da inizio anno, uno stacco di quasi 7 punti al settore della sanità (16,7%). Buona chiusura anche per il settore dell’energia (+1,0%) anche se resta tuttora l’unico settore in territorio negativo da inizio anno (-9,2%).

Settimana positiva per tutto il comparto obbligazionario, con in testa quello italiane con chiusura settimanale al +1,2%. Guardando alle commodities, prima settimana di tranquillità per il petrolio che, dopo movimenti importanti, chiude in negativo dello 0,7%.

In agenda

Ecco i principali dati macroeconomici che saranno pubblicati nel corso della prossima settimana (fonte: Bloomberg).

Europa – Sarà comunicato per l’Europa il dato sugli aggregati monetari M3 e l’indice di confidenza sul consumo. In Francia verranno pubblicati i dati su PIL e inflazione, mentre in Germania è tempo di conoscere i sondaggi sull’IFO e le vendite al dettaglio. In Italia sarà comunicato il valore della produzione di industriale, mentre in Spagna ci si attende un’inflazione stabile su base annua all’1,5% Inoltre per Europa, Francia e Germania saranno pubblicati i dati sugli indici PMI.
Regno Unito – Occhi puntati sui dati del PIL, atteso su base annua in calo all’1,7%.
USA – In Primis riflettori sulla FED che si riunisce per decidere un aumento dei tassi d’interesse, anche se secondo gli analisti non ci dovrebbero essere sorprese.