Italiani Maestri nella Ricerca

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L’importantissima rivista scientifica Nature ha conferito a tre italiani il Nature Award for Mentoring in Science, premio per i migliori scienziati che non solo abbiano ottenuto ottimi risultati nella loro ricerca, ma soprattutto abbiano saputo ispirare con il proprio insegnamento le nuove generazioni. Ogni anno viene selezionata una nazione diversa e in questa ottava edizione è stata scelta  l’Italia. Il Premio è articolato in due categorie, alla carriera e per l’attività di mentorship. Insieme a Giorgio Parisi è stato premiato alla carriera a pari merito il chimico Vincenzo Balzani dell’Università di Bologna ,mentre la biologa Michela Matteoli, docente di farmacologia all’Università degli Studi di Milano, ha ricevuto il premio per l’attività di mentorship.

Philip Campbell, caporedattore di Nature, ha spiegato bene il valore di una ricompensa pubblica “in un’epoca in cui i laboratori sono sotto pressione per far fronte alla concorrenza è fondamentale mantenere l’efficacia tecnica e l’integrità etica della propria scienza, rafforzando allo stesso tempo la creatività. Per questo, l’attività di mentoring dedicata ai giovani ricercatori non è mai stata così importante come oggi. Non è scontato che gli scienziati siano dotati di competenze di mentoring e siano in grado di esercitarle. Questo è il motivo per cui sono lieto di celebrare quest’anno la notevole attività di mentoring dimostrata in un Paese d’illustre cultura scientifica: l’Italia”. A livello mondiale infatti i nostri scienziati sono riconosciuti come ricercatori straordinari e geniali e, in particolare, insegnanti di prim’ordine e persone eccezionali che sanno creare intorno a loro un team giovane e dinamico.

Questa premiazione è quindi un vero momento di “riconoscenza” per i “maestri”, figura che ultimamente sembra essersi eclissata a vantaggio di un’indipendenza presuntuosa e autosufficiente. Solo il rapporto con un maestro però permette una crescita non soltanto scientifica ma soprattutto personale. Il fatto interessante di questo premio è che le candidature sono proposte direttamente dagli ex-allievi, ora famosi professori come Enzo Marinari, docente di Fisica alla Sapienza, che ha sottolineato come “L’elemento chiave di Giorgio è la sua apertura e generosità nel condividere idee, suggestioni e pensieri con tutti, che lo ha reso un open source ante litteram”. Guido Martinelli, direttore della Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste (SISSA), spiega come “molti studenti desiderano lavorare con lui non solo per la qualità della sua ricerca, ma anche perché è una persona cordiale e disponibile: ha creato generazioni di fisici eccezionali in diversi settori, che ricoprono posizioni di rilievo in importanti istituti di ricerca e università in tutto il mondo”. Federico Ricci Tersenghi, docente di Fisica teorica della Sapienza ricorda che “Giorgio non ha mai lasciato senza risposta le domande che gli ho posto in 20 anni di conoscenza”.

Photo credit: SLU Madrid Campus / Foter.com / CC BY-ND