Jakarta Regina di Twitter

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È capitato un po’ a tutti su Twitter di essere “seguiti” da un follower indonesiano. La ragione è molto semplice: Jakarta è la città più Twitter-addicted del pianeta. L’Indonesia stessa ha guadagnato il titolo di quinta nazione più attiva su Twitter.

Con un dato medio di 238 milioni di utenti attivi al mese, Twitter nel 2013 si è confermato come il secondo social network del pianeta, secondo per popolarità solo a Facebook. Considerando che tale tipo di attività costituisce oramai la fetta più corposa di traffico web (avendo soppiantato quella che era la regina degli anni Novanta e Duemila, ovvero la pornografia), è doveroso l’aggiornamento continuo sulle sue evoluzioni e tendenze, magari incrociando i dati con notizie e scenari provenienti dalle prospettive dell’economia e dello sviluppo. Ed è qui che incontriamo un inaspettato protagonista: l’Indonesia.

Oggetto di una recente analisi da parte della prestigiosa McKinsey, l’Indonesia presenta uno scenario socioeconomico in rapida evoluzione: forte di un GDP che fa affidamento per il 57% sul consumo interno di prodotti nazionali, caratterizzata da una popolazione giovane (60% ha meno di 30 anni) che cresce al ritmo di 2,9 millioni per anno, tale nazione del Sud Est asiatico ha contribuito al 2,4 % dei 10,6 miliardi di contenuti tweetati tra Gennaio e Marzo 2013.

Dati corposi che se incrociati con il report McKinsey delineano un Paese che offre frutti oramai maturi e pronti per essere colti: la crescente urbanizzazione (prevista al 71% per il 2030) e il benessere di quella che è stata individuata come una nuova classe media, sempre più sofisticata nelle richieste e nelle spese, offrono ampio spazio di manovra alle multinazionali e alle società sempre in cerca di nuovi consumatori. La capillare connessione con il web 2.0, tra le prime al mondo, garantisce alla società indonesiana dinamicità e rapida evoluzione.

Non tutto è oro quel che luccica: il medesimo studio evidenzia alcuni punti deboli: tale mercato è caratterizzato da una fiducia quasi incondizionata del consumatore indonesiano nei brand autoctoni e da una certa diffidenza, invece, per quanto riguarda pratiche oramai sdoganate nel mondo occidentale come l’online banking.

Certo è che sono già molti gli occhi puntati su questa nazione, che con una previsione al 2030 di contributo all’AESAN (Association of Southeast Asian Nations,) del 40%, presenta opportunità di monetizzazione tra le più ghiotte del prossimo futuro.

Photo credit: Eric Fischer / Foter.com / CC BY