“Je Suis Charlie”, Quando La Tragedia Diventa La Farsa di Un Business

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A solo pochi giorni di distanza dal tragico attacco alla redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, lo slogan di solidarietà verso le vittime dell’attentato “Je Suis Charlie” si fa vero e proprio marchio di vendita. Il logo, divenuto ben presto uno dei più condivisi nella storia dei social network, lo si trova ora impresso su una moltitudine di articoli in vendita su tutte le principali piattaforme di e-commerce: Portachiavi, magliette, cappelli, adesivi per automobili, penne Usb, magneti per frigoriferi, ombrelli e gadget per l’infanzia. Il tutto dai 6 ai 15 euro. Chiunque, dotato di una carta di credito ed un pathos sufficiente per i recenti avvenimenti, può diventare “Charlie”, mostrando il proprio supporto per la causa a buon mercato.

Il che fa chiaramente emergere una domanda: Sono questi venditori guidati dalla genuina volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a quanto accaduto a Parigi, o, più semplicemente, rispondono alla domanda di mercato, traendone un lauto, quanto “sporco”, profitto? (vedi foto 1)

Foto 1. Online store di Rock-World-East

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