La Cina Compra Tutto, e fa Preoccupare gli USA

In a global survey, many respondents believe that China has overtaken or eventually will overtake the U.S. as the world's leading superpower. Chinese are shown here walking in Shanghai's financial district in March.

Durante i primi 9 mesi di quest’anno sono stati registrati 601 accordi di compravendita di aziende conclusi da acquirenti cinesi. Un aumento significativo, se comparato ai 441 totali relativi al 2015.

Parlando di cifre, questo periodo ha visto il totale valore di outbound M&A (Mergers and Acquisitions, le acquisizioni di beni esteri) crescere del 68% rispetto all’anno scorso, per un totale di 173.9 miliardi.

Questo grafico illustra la situazione relativi ai primi due mesi di ogni anno.

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I due affari più grossi del periodo sono stati nel settore della tecnologia: si parla dell’acquisizione di quote della Western Digital pari a 3.8 miliardi di dollari da parte della compagnia cinese specializzata in high-tech Unisplenour, e l’offerta di 2.5 miliardi avanzata dalla China Resources&Hua Capital per comprare la Fairchild Semiconductor, azienda americana produttrice di chip.

Questi numeri preoccupano gli economisti, in quanto risulta che per la prima volta dal 2008, secondo Dealogic, i cinesi stanno comprando più compagnie estere degli americani, evidenziando il costante successo della crescita economica cinese degli ultimi tre decenni. Questo è anche una conseguenza della politica “espansionistica” promossa da Pechino, che incoraggia le compagnie cinesi a comprare attività estere.

Nonostante ciò è da sottolineare che non tutti gli accordi proposti dai cinesi sono stati conclusi, dal momento che spesso gli interessi di sicurezza nazionale sovrastano le prospettive di guadagno, e sono molti quelli che decidono di non cedere terreno all’avanzata della Cina.

Dealogic ha pubblicato un report in cui mostra che, grazie ai movimenti cinesi nei mercati internazionali, il ricavo netto bancario cinese ha raggiunto il record di 6.2 miliardi di dollari nei primi 9 mesi, corrispondente ad un aumento del 27% rispetto all’anno precedente. Questo avviene in contrasto con la grande maggioranza delle banche internazionali, che hanno registrato entrate negative nello stesso periodo.

Photo credit: journal-neo.org