La Città Sotterranea di Derinkuyu

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La ricostruzione che vedete qui sopra mostra parte della città sotterranea di Derinkuyu come sarebbe potuta apparire al suo apogeo, in epoca bizantina.

La città è la più grande nel suo genere sino ad ora scoperta, una delle 200 città sotterranee riportate alla luce nella regione della Cappadocia, in Turchia.

La città si estendeva sino a sessanta metri in profondità, e si crede possa essere stata abitata da almeno 20.000 persone, comprendendo anche bestiame e depositi per il cibo.

Straordinariamente, i tunnel furono abbandonati del tutto solo nel 1923, quando gli abitanti cristiani della Turchia furono scambiati, spesso contro la loro volontà, con gli abitanti musulmani che vivevano in Grecia.

I tunnel furono riscoperti solo nel 1963, e furono aperti al turismo nel 1969; ad oggi, metà della città è accessibile al pubblico.

L’utente di Reddit wildeastmofo, che ha creato la cartina di cui sopra, ha spiegato che “i tunnel possono essere stati inizialmente scavati nella morbida roccia vulcanica della regione della Cappadocia dai Frigi, un popolo indoeuropeo, nell’ottavo e nel settimo secolo prima di Cristo, secondo il dipartimento turco per la cultura.
derinkuyu

Quando la lingua frigia si estinse, in epoca romana, essendo stata rimpiazzata dalla lingua greca ad essa strettamente imparentata, gli abitanti – ora cristiani – espansero le loro caverne sotterranee, aggiungendo cappelle e iscrizioni in greco.

La città di Derinkuyu era completa in epoca bizantina, quando fu usata come protezione durante le guerre arabo-bizantine (780-1180).

E’ in quest’epoca che la maggior parte delle cappelle e delle iscrizioni furono aggiunte. La città era collegata ad altre città sotterranee grazie a chilometri di tunnel.

Alcuni reperti scoperti in questi insediamenti sotterranei appartengono al periodo Medio Bizantino, tra il V e il X secolo dopo Cristo.

Queste città continuarono ad essere usate dagli abitanti cristiani per proteggersi dalle incursioni dei mongoli di Timur nel XIV secolo.

Quando la regione passò sotto il controllo ottomano, le città furono usate come rifugio dai governatori, turchi e musulmani. Ancora nel ventesimo secolo gli abitanti, chiamati greci della Cappadocia, usavano le città sotterranee per sfuggire alle frequenti ondate persecutorie degli ottomani.

R. M. Dawkins, un linguista di Cambridge che condusse ricerche sui greci della Cappadocia lì presenti tra il 1909 e il 1911, ricorda che nel 1909, “quando si venne a sapere dei recenti massacri ad Adana, la maggior parte della popolazione di Axo si rifugiò in queste camere sotterranee, e per alcune notti molti non osarono dormire al di fuori di esse”.

derinkuyu-interno

Quando gli abitanti cristiani della regione furono espulsi nel 1923 in seguito allo scambio di popolazione tra Grecia e Turchia, i tunnel furono abbandonati.

I tunnel furono riscoperti nel 1963, dopo che un abitante della zona scoprì una camera misteriosa dietro a un muro nella sua casa. Ulteriori scavi rivelarono l’accesso alla rete di tunnel.

La città sotterranea di Derinkuyu poteva essere chiusa dall’interno con grosse porte di pietra, e ogni piano poteva essere chiuso separatamente dagli altri.

La città poteva ospitare almeno 20.000 persone ed aveva tutti i servizi che si possono trovare in altri complessi sotterranei della Cappadocia, come frantoi per vino e olio, stalle, cantine, magazzini, mense e cappelle.

Esclusiva al complesso di Derinkuyu è una stanza spaziosa nel secondo livello con un soffitto a botte. Si crede che tale stanza fosse usata come scuola per religiosi, e che le stanze alla sua sinistra fossero studi.

Tra il terzo e il quarto livello c’è una scala verticale. Questo passaggio porta ad una chiesa cruciforme nel livello più basso, il quinto.

Il grande condotto d’aerazione di 55 metri fu anch’esso usato ed era molto importante per gli abitanti di Derinkuyu poichè portava acqua all’interno.