La Crisi dell’Euro? La Soluzione Potrebbe Essere in House of Cards

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La serie televisiva House of Cards,che ha avuto grande successo negli Stati Uniti, racconta di temi quali potere, manipolazione e spietato pragmatismo. Otto Issing, uno dei padri fondatori del progetto Euro, ex membro del Consiglio della Bundesbank e Capo economista della Banca Centrale Europea, è stato molto chiaro e diretto riguardo al futuro della moneta unica continentale, citando la famosa serie televisiva nell’ultima intervista rilasciata:

 

Cerchiamo di capire su quali considerazioni il Professore ha basato la sua previsione. Le dichiarazioni sono sorprendenti, ma poggiano sulla constatazione di come le Elite politiche europee abbiamo rinunciato ad applicare le regole dell’accordo alla base della nascita dell’Euro, creando un “azzardo morale” che inevitabilmente prima o poi dovrà finire. L’errore principale, secondo Issing, è stato un piano di intervento sulla Grecia, il cui unico obbiettivo era il salvataggio delle banche tedesche e francesi coinvolte nel debito del Paese ellenico. La sua opinione è che si sarebbe dovuto fornire un aiuto maggiore in cambio del ritorno alla Dracma, con la conseguenza di un recupero di redditività dell’economia. L’espulsione della Grecia dalla moneta unita sarebbe stata una lezione anche per gli altri Paesi in difficoltà, per avviare una politica seria di coordinamento delle politiche economiche.

 

Issing considera che l’attuale situazione finanziaria europea sia sostenuta solamente dalla politica monetaria di Quantitative Easing della Banca Centrale Europea, la quale sta continuando ad acquistare titoli la cui redditività è molto bassa. Cosa succederà quando queste politiche di allentamento monetario smetteranno di esserci? La risposta è semplice: i tassi d’interesse cominceranno ad aumentare e il valore del portafoglio in mano alla Banca Centrale subirà delle perdite. Di fronte a questo scenario i paesi con un debito alto (come l’Italia) subiranno un brusco innalzamento del costo del debito.

 

Nell’ipotesi di una prossima recessione, con l’impossibilità di ulteriori riduzioni dei tassi di mercato già a zero, il Prodotto Interno Lordo diminuirebbe con conseguente riduzione delle entrare fiscali e quindi aumento dei deficit di bilancio e aumento del rapporto Debito su PIL. Vediamo di riassumere i due scenari che potrebbero verificarsi:

– Economie in ripresa, quindi necessità di avviare la riduzione dei Quantitative Easing e innalzamento dei tassi;

– Economie di fronte a una nuova recessione senza strumenti adatti per affrontare la nuova situazione, con la conseguenza di sforamenti dei parametri di deficit e di debito.

 

Sembra proprio che l’Europa economico – finanziaria sia finita in una trappola. Situazione che darebbe di fatto ragione al Professor Issing, che prevede come unico risvolto il crollo dell’Euro. Ogni singolo Paese dell’Unione Europea sta proponendo una propria politica economica attraverso “il ricatto” di far saltare l’Euro se gli altri Paesi non la accettassero. Questo è vero anche per la Germania, che continua a non voler mettere a fattor comune il forte avanzo della propria economia. Come ci insegna la serie House of Cards, lo spietato pragmatismo e la manipolazione di ciascuno dei protagonisti funziona, ma non all’infinito.

 

Badate bene che il Professor Issing crede in un progetto europeo tuttavia su basi completamente diverse dalle attuali e con ritmi di integrazione molto più lenti. La teoria dei giochi, che è valsa un Nobel dell’economia al matematico statunitense John Nash, dice chiaramente che per uscire dalla “trappola” vi è solamente la strategia della collaborazione (non del ricatto), altrimenti le perdite ci saranno per tutti gli attori. Gli inglesi, per esempio, hanno preferito “abbandonare” prima il tavolo europeo: la storia ci dirà se avranno avuto ragione.