La Cucina dello Studente Fuori Sede: Una Ricerca Antropologica

Fuori sede

Pochi giorni fa, mentre mi gustavo una bella porzione di lasagna – preparata naturalmente da MAMMA- mi sono imbattuto in uno di quei dilemmi esistenziali, che trovano rimedio solamente nella cioccolata, oppure in una chiamata a Alessandro Meis – mio caro amico, studente di antropologia a roma e uomo saggio. La domanda, a cui non riuscivo a trovare risposta – potrà sembrarvi banale- era semplice: “Che cosa mangiano gli studenti fuori sede, che non hanno la lasagna di mamma??”.

Alessandro, naturalmente da bravo studente modello mi ha risposto in maniera secca: “Bisognerebbe fare una ricerca antropologica, raccoglie dati, informarsi, passare un periodo in stretto contatto con loro, bla bla bla”.

Soddisfatto parzialmente di questa risposta, mi sono imboccato le maniche e mi sono messo alla ricerca nella jungla informatica come un Indiana Jones 2.0.

Gli studenti fuorisede stanno diventando ormai oggetto di studio sotto molti punti di vista: hanno una routine particolare, spesso frenetica, incastrata tra studio, esami, pulizie di casa, treni per tornare dalla famiglia, spesso lavoro… e il cibo? Ma gli studenti fuori sede, hanno tempo per mangiare? E cosa mangiano? Ordinano sempre pizza e sushi su justeat o davvero si mettono a cucinare?

Noi di Smartweek, incuriositi dall’argomento e quasi con un approccio antropologico alla questione, abbiamo deciso di entrare direttamente nella tana dell’orso: abbiamo intervistato Andrea Pietrocola, 23 anni, studente di architettura a Roma e uno dei fondatori del progetto “La cucina del fuorisede” (qui il link alla loro pagina Facebook) insieme alla sorella, Valentina.

Cucina fuori sede

 

Ciao Andrea, ci racconti del progetto e del suo team?

“La cucina del fuori sede” è una sorta di sfida enogastronomica: in Italia gli studenti fuori sede rappresentano una maggioranza, e tutti loro affrontano la difficoltà di doversi preparare costantemente i pasti da soli e in mezzo alla frenesia di una vita – se così si può definire, tra esami e manuali infiniti- da studenti. Noi vogliamo dare un supporto pratico e creativo – basta con il solito petto di pollo! – pubblicando tre ricette al giorno, semplici ma di grande efficacia, che sostituiscano il solito panino mangiato di corsa in mensa tra una lezione e l’altra. Siamo italiani, dobbiamo mantenere un certo standard di qualità sul cibo! E noi vogliamo dimostrare che con poco tempo e servendosi di pochi ed economici ingredienti, si può tentare di replicare in versione semplificata il tanto agognato piatto che trovavamo già pronto in tavola a casa nostra, frutto delle sapienti mani di mamma o nonna!

Il team è composto in gran parte da studenti foggiani – ma non solo, ci sono anche altri pugliesi, campani, siciliani – provenienti da varie facoltà ma tutti fuori sede a Roma. Apparteniamo a tradizioni culinarie variegate, e la stessa esperienza romana rappresenta un arricchimento culinario: uno studente fuori sede ha sì nostalgia della sua terra, ma sa cogliere i suggerimenti gastronomici che gli arrivano dalla città in cui si è trasferito, e così dalle orecchiette con le cime di rapa si passa facilmente agli spaghetti cacio e pepe…

Siamo inoltre sempre alla ricerca di nuove suggestioni e collaboratori: chi volesse condividere con noi una ricetta è il benvenuto!”.