La Francia e il Mondo Dopo l’Attentato: Cosa Ce Ne Faremo della Strage di Parigi?

Bataclan

La Francia ha scelto la via dell’odio. Invocando l’articolo 42.7 del Trattato di Lisbona, il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian ha presentato una richiesta di sostegno militare all’Unione Europea e ai suoi ministri degli esteri riuniti a Bruxelles. Ogni Paese, secondo la clausola che prevede il supporto agli stati membri minacciati, o sotto attacco, offrirà, a seconda delle sue possibilità un aiuto militare a Hollande.

La Francia entra dunque in guerra, come se non ci fosse già, e ancora una volta punta i suoi carri armati contro la Siria. Buffo, non credete, che la guerra siriana che la Francia ha contribuito ad alimentare, finanziando assieme agli Stati Uniti quei gruppi ribelli che il “triste destino” ha visto tramutarsi nell’organizzazione terroristica che sta facendo tremare il mondo, e che ha sconvolto Parigi, sia ancora la soluzione privilegiata dal governo francese.

Ed è allora che viene da chiedersi cosa ce ne faremo della strage di Parigi? Il populismo da quattro soldi si fa strada come un parassita sul social network più famoso del mondo, foto profilo tricolore inneggiano ad una solidarietà con il popolo francese, aumentando ancora di più il paradosso del “noi” contro “loro”: noi occidentali colpiti al cuore della nostra civiltà, Parigi, la patria della democrazia, dei principi illuministici, colpita dalle barbarie di terroristi disumani. Perchè in fondo, sembra che per tutti l’immagine globale sia molto chiara: abbiamo un nemico da sconfiggere e il suo nome è ISIS.

É facile, anche fin troppo, riportare alla luce le parole di una defunta Oriana Fallaci nel periodo più brutto della sua vita per legittimare questo’ odio, questa guerra verso l’Islam estremista che la compianta giornalista fiorentina aveva previsto. Già, è fin troppo facile unirci nel commiato di fronte alle vittime di Parigi attraverso le foto dei morti del Bataclan facendoci sentire più vicini, partecipi al dolore, perchè, come scrive Noam Chomsky nel suo “Le dieci strategie della manipolazione mediatica”: “Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo… L’uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre determinati comportamenti.”

Quello che risulta difficile fare è alzarci e indignarci di fronte all’ennesima dichiarazione di guerra di un Paese occidentale in Medio Oriente. Allora sarebbe giusto chiedersi se l’Isis sia il nostro vero nemico. Certo, va arginato, così come va messo un punto fine alla guerra in Siria, alle continue interferenze occidentali nello scenario medio orientale, così come va trovata una soluzione al conflitto arabo – israeliano. Siamo sull’orlo di una guerra globale, quindi non siate francesi, siate umani, siate cittadini del mondo, e citando le parole di Einstein:” Ricordatevi che siete uomini e dimenticate tutto il resto”.