La Germania nel Segno dell’Idrogeno

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La grande corsa alle rinnovabili, intrapresa dalla Germania dopo la frenata al nucleare voluta dalla Merkel dopo gli incidenti giapponesi, ha creato problematiche e opportunità per il Paese. In particolare per la zona settentrionale, molto ventilata. Essa infatti si è caratterizzata per una forte presenza di impianti eolici, anche di tipo offshore (sul mare del Nord). La capacità installata di circa 50 GW (al 2015) e la posizione degli impianti stessi offrono al paese sfide nuove. La parte industriale, infatti, la più energivora della Germania, è principalmente a sud, lontano dalle turbine, e questo crea un problema di trasporto dell’energia elettrica che si è trasformato in alti costi per gli operatori delle reti tedesche.

Inoltre, gli alti picchi prodotti dalle rinnovabili hanno creato fastidi anche alle reti di comunicazione con le nazioni confinanti: quando ad esempio la Francia vede arrivare dalla Germania un così alto quantitativo di energia elettrica deve forzatamente spegnere alcune delle sue centrali per non provocare sovraccarichi della linea. Naturalmente la Germania non può né pensare di “buttare via” questa energia né escludere l’esportazione, concetto alla base dei piani dell’Unione Europea per potersi finalmente staccare dalla dipendenza da paesi Non-UE. Per questi motivi i tedeschi hanno intensificato la ricerca sull’idrogeno e sulle tecnologie di produzione di questo vettore energetico.

La produzione extra di energia elettrica da rinnovabili può essere utilizzata per produrre H2 attraverso degli elettrolizzatori, apparecchi in grado di convertire l’acqua nelle sue componenti principali: ossigeno ed idrogeno. La possibilità di stoccare l’idrogeno fornisce al sistema quel tipo di buffering che serve per poter garantire un regolare funzionamento del sistema energetico della Germania. L’idrogeno può essere trasportato direttamente nel luogo di utilizzo e riconvertito grazie alle celle a combustibile che, semplificando, utilizzano idrogeno e ossigeno per produrre energia elettrica e vapore. Tutto il ciclo di produzione dell’energia rimane quindi esente da emissioni di CO2 o da inquinanti vari, garantendone la sostenibilità.