La Grecia, le Riforme e la Fame dei Bambini

Come il grafico dimostra, tra il 2007 e il 2014 la Grecia è il Paese che ha maggiormente riformato la sua economia, più di Portogallo, Spagna, Irlanda e gli altri Paesi dell’Eurozona. Sempre nel suo Report l’Ocse mette in paragone la crescita media del Pil – Prodotto interno lordo – tra i Paesi dell’Eurozona che hanno fatto più o meno riforme tra il 2007 e il 2014.

OCSE Crescita Pil Eurozona

La cosa che si può notare è che i Paesi che hanno fatto meno riforme (Germania, Olanda, Belgio e Finlandia) hanno avuto un calo molto più breve dopo la crisi del 2008, ma anche il rimbalzo susseguente non è stato lungo il che suggerisce che sia stato fondato, come ora, su politiche mercantilistiche note come “Beggar-thy- Neighbour", a discapito degli Stati più deboli.

Il punto è che per ri-equilibrare la bilancia dei pagamenti (import ed export), i Paesi riformatori hanno colpito duramente la loro domanda interna in modo tale da diminuire le importazioni. Questo però ha causato un durissimo shock recessivo all’economia reale. E il motivo è semplice, perché questa politica funzioni i Paesi più forti come la Germania o l’Olanda dovevano effettuare forti investimenti domestici, per aumentare la loro domanda interna e di conseguenza l’export dei Paesi più deboli. Tutto questo non è successo, i Paesi più forti  hanno invece mantenuto il loro eccessivo surplus commerciale violando,  nel caso della Germania da 8 anni consecuivi, le regole e i trattati europei che non permettono un surplus superiore al 6%. Anche a fine a fine 2014, la Germania registrava un +7%.