La Mancata Convergenza dei Paesi in Via di Sviluppo: Tutto Quello che Dovete Sapere

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Se il ventesimo secolo è appartenuto, economicamente parlando, al Nord America e all’Europa, sono anni che sentiamo parlare dei paesi in via di sviluppo come futuri attori principali dell’economia mondiale. Gli economisti, quindi, avevano prospettato una convergenza dei paesi più poveri verso gli standard di quelli più agiati.  In particolare, gli addetti ai lavori parlano di convergenza almeno da 30 anni a questa parte. In realtà ciò non è mai veramente avvenuto.

I dati del Fondo Monetario Internazionale (FMI) su 180 nazioni (35 delle quali sviluppate) mostrano che le nazioni emergenti si trovano nella stessa condizione da molti decenni e continueranno ad esserlo ancora per molto tempo.  Quando si confrontano i livelli di reddito tra i paesi, l’indice principale è ovviamente il PIL pro capite, aggiustato per il purchasing-power parity ovvero il potere d’acquisto d’equilibrio (PPP). Usando questo nuovo indice si scopre che il PIL per persona in America è di 53.000 dollari, mentre in Cina è 12.000 dollari, nonostante l’andamento del mercato sia nettamente più favorevole in Oriente.

Anche gli altri Paesi appartenenti ai BRICS non se la cavano meglio. Si è registrato, infatti, un rallentamento della crescita economica al di sotto del 5%. Questo perché era praticamente impossibile che questi Paesi continuassero a crescere a ritmi così sostenuti, senza registrare nessuna battuta d’arresto. Anzi, molte nazioni emergenti sono entrate in stagnazione non appena hanno raggiunto un reddito pro capite medio (5000 dollari correnti a persona).

La causa, che viene indicata come più probabile per questa mancata convergenza, è sicuramente il commercio internazionale implicito nella globalizzazione. Questo, infatti, ha avuto un effetto asimmetrico nell’evoluzione delle produzioni dei paesi ricchi e dei paesi poveri. In quelli ricchi i vantaggi comparati e la specializzazione a livello internazionale hanno incentivato questi paesi a produrre beni skill intensive e quindi a investire in capitale umano e a promuovere il progresso tecnico (questo non è avvenuto invece per i paesi in via di sviluppo).

Inoltre, l’eterogeneità delle tendenze economiche sarà accompagnata anche da maggiori difficoltà d’affermazione dello stato autoritario, modello che è stato creduto (erroneamente) di maggiore successo economico rispetto alle democrazie. Gli emergenti continueranno ad emergere ma ritmi più lenti e irregolari.  La fine della convinzione di una convergenza inevitabile, forse porterà i paesi i via di sviluppo a lavorare più duramente sulle riforme economiche e sul miglioramento del grado di istruzione, per poter veramente sperare di raggiungere i paesi sviluppati.