La Mostra che Ripercorre gli Ultimi 100 Anni di Storia Attraverso le Mappe

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La cartografia come scienza moderna nasce nel XVI secolo come strumento di potere per i governanti, interessati a conquistare aree ancora inesplorate del globo. Solo nel XX secolo la cartografia diventa di dominio pubblico, quando l’istruzione diventa un diritto universale e l’insegnamento della geografia nelle scuole permette di dare un senso alle cartine. Con l’arrivo delle guerre mondiali, le cartine si trasformano in vere e proprie mappe di guerra, rappresentazioni di territori da liberare o sottomettere. Negli anni successivi, finite le guerre, i costi e i tempi di viaggio si sono ridotti e le cartine sono diventate il punto di riferimento per persone in cerca di avventura. Con l’arrivo della tecnologia, ed in particolare del Global Positioning System (GPS), oggi è possibile sapere la nostra esatta posizione nella mappa.

Le mappe sono tanto importanti che a Londra la British Library ha pensato di farne una mostra: “Maps and the 20th Century: Drawing the Line” sarà aperta al pubblico fino al 1 marzo 2017 e ripercorre la storia degli ultimi 100 anni attraverso la cartografia.

Le mappe, avendo ricoperto diversi ruoli nel corso del tempo, avendo vissuto situazioni di guerra e di pace, di prosperità e di povertà, riescono a raccontare al meglio i diversi periodi vissuti dall’umanità. Le cartine esposte sono 200, quelle ritenute più importanti tra le 4 mila mappe conservate all’interno della British Library.

I reperti sono sorprendentemente vari e curiosi: ci sono ad esempio dettagliate mappe in tessuto gabardine della prima guerra mondiale, una mappa di seta della seconda guerra mondiale ricavata da un vestito da donna, uno schizzo della famosa mappa della London Tube fatta da Harry Beck e successivamente pubblicata nel 1933, un’affascinante mappa dell’Oceano Atlantico, basata su di una ricerca che era stata commissionata dalla marina militare americana per individuare i possibili nascondigli per i propri sottomarini nucleari.

Le cartine sono estremamente utili e la maggior parte delle persone pensa che siano semplicemente rappresentazioni oggettive della realtà. Ma, stando a quanto dichiarato da Tom Harper, principale curatore della mostra:

Tom Harper pensa che la tecnologia presto porterà le mappe a costituire una vera e propria realtà virtuale ma, nonostante il tempo avanzi, è anche sicuro che mai la cartografia si distaccherà dal suo mezzo di trasmissione tradizionale, la carta.