La Nuova Dieta di Barbie

barbie icona mattel mudec milano mostra

Barbie si fa grassa. E bassa, e magrolina.
Che la silhouette della bambola più famosa del mondo assomigliasse a quella di una modella di Victori’s Secret era risaputo; e che numerose volte avesse ricevuto critiche da parte di chi sostiene che i modelli da sottoporre alle bambine non debbano essere così “perfetti” non è cosa nuova.
La Mattel, in risposta a queste linee di pensiero, si è evoluta e ha ceduto: la scorsa settimana sono state lanciate sul mercato tre nuovi “fisici” per Barbie. Con il colore della pelle si era già provveduto, questa è una vera e propria rivoluzione.
Le tre nuove bamboline potranno essere scelte come alte (Tall), basse e minute (Petit) e formose (Curvy); davvero per tutti i gusti e no, non parliamo delle tazze di Starbucks per chi l’ha pensato.

Ricordo che quando ero piccola la Barbie era punto fermo: era bionda, alta, fisicamente perfetta. Ma mai, neanche per una volta, mi è passato per la mente di paragonare il mio fisico al suo.
Ed è esattamente qua che porta questa riflessione; lo spauracchio dell’immagine che una donna deve avere in società è sbandierato più o meno in ogni pubblicità: chi cavalca l’onda della bellezza, chi richiede in annunci di lavoro una “bella presenza” e così via. C’è poi chi si oppone, invece, e fa sfilare donne considerate chubby, o persone assolutamente normali, che incarnino il fisico di tutte noi comuni mortali.

Ma a chi sono rivolte tutte queste attenzioni? Alle donne adulte, non alle bambine.

barbie

Nessuna bambina, per quanto sovrappeso, bassa o magrolina possa essere – in passato – ha mai fatto caso al fisico della Barbie. Per lei è solo quello, una bambola, ed è liberissima di identificarsi in lei per quanto diversa possa essere.

Nessuno, davvero nessuno, può togliere ai bambini l’immaginazione.
Cosa succederà adesso che Barbie non è più come prima, o c’è comunque un’opzione di scelta? Come si sentirà una bambina bassa ad avere in regalo una bambola alta quanto lei, quando invece l’amichetta riceverà una stangona? O una grassottella contro una magra? Non si rischia forse di far nascere già a questa età la disparità fisica che – volente o nolente – quando una donna cresce comincia a notare nelle altre?
Senza fare psicologia spicciola, di sicuro è qualcosa che fa riflettere.

Barbie ha sempre rappresentato un simbolo di emancipazione femminile, a cominciare dai tantissimi “lavori” e al fatto che non si fosse mai sposata per inseguire i suoi sogni. Fisico perfetto o no. Speriamo che la Mattel non dimentichi che i bambini giocano anche immaginandosi diversi da come sono: ed è questa la vera bellezza.