La Nuova Frontiera della Cucina: il Caso Gnam Box

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Provate a mettere in pentola due bravissimi designer, un gusto estetico eccellente, la curiosità di scoprire personaggi mediatici e non, insoliti e una grande passione per la cucina. Tutto questo è Gnam Box, una startup della rete tutta italiana nata dall’idea di Stefano Paleari e Riccardo Casiraghi. In un momento di grande diffusione, in cui la cucina appare alle volte più una moda, un elemento essenziale, più che un’esigenza, Gnam Box rappresenta l’assoluta novità. Ambientato in una cucina di design, è un progetto che vuole raccontare la cucina ai tempi di Internet attraverso le storie dei protagonisti, che variano dai blogger famosi agli chef del momento (leggi Chef Rubio), a personaggi urban della Milano più freak. Il successo è presto fatto: 100 mila visualizzazioni, decine di migliaia di followers e uno spazio social che raddoppia di anno in anno. Ne abbiamo parlato con Stefano Paleari, uno dei fondatori del progetto Gnam Box:

Stefano, Gnam Box non è il solito sito dedicato al cibo.

Esatto. Gnam Box nasce dalla nostra voglia di parlare della nostra passione per la cucina, dall’amore per il buon cibo e dal desiderio di conoscere persone interessanti. È nata così l’idea di collegare le nostre ricette ai personaggi che animano la nostra cucina, personaggi che troviamo nelle riviste o leggiamo o conosciamo e che hanno qualcosa di particolare da condividere e raccontare.

Lo avete definito un progetto di “social foodie”. Ovvero?

Social foodie è un’espressione più personale per definire un progetto che parla di cibo utilizzando la rete, i social, con l’obiettivo di creare un linguaggio e un nuovo modo di vivere la cucina e di interessarsi al cibo. La forza del nostro progetto è quello di esprimere il tutto con una forte caratterizzazione personale. Il cibo ti lascia un’emozione. È un modo per avvicinarsi più al nostro mondo.

I numeri parlano chiaro. Tra Facebook e Instagram avete più di 30.000 seguaci. Da cosa viene conquistato il vostro pubblico?

In primis dall’estetica dei piatti. La presentazione per noi non è intesa come la forma con cui viene disposta la pasta, per esempio, ma la bellezza delle luci e i tagli accattivanti delle immagini dei piatti. E poi vogliamo insegnare l’abbinamento insolito, e creare sempre di più uno stile forte e riconoscibile. L’obiettivo lo raggiungi quando la gente ti inserisce taggandoti in una foto e scrivendoti che il piatto preparato ha uno “gnambox style”.

La caratterizzazione sta anche nella scelta dei personaggi. Non avete paura che il sito sia visto più per l’ospite alla moda che per il buon cibo?

Capita spesso che qualcuno entri in contatto con il nostro progetto perché incuriosito da un personaggio presente nella nostra cucina e non direttamente per una ricetta, ma poi il cibo o la voglia di sperimentare un piatto hanno il sopravvento.

Il bilancio del primo anno di attività è positivo. Quali sono gli obiettivi del 2014?

Sicuramente aumentare il nostro pubblico di riferimento. Abbiamo diverse nuove idee, nuove collaborazioni che si stanno sviluppando. Vogliamo sempre di più che la gente riconosca lo stile che c’è dietro il progetto. E diventare un punto di riferimento per il settore.

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