Chi È la Persona più Ricca che Sia Mai Esistita?

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Partiamo da un presupposto tanto logico quanto importante: il valore del denaro cambia nel corso del tempo. Per questo, uno dei problemi più difficili riscontrati dagli studiosi di storia economica è sempre stato quello di confrontare i prezzi di panieri di materie prime appartenenti a diversi periodi storici.

 

Ecco quindi che gli stessi servi, che nel 1816 erano a buon mercato, oggi potrebbero essere pagati un centesimo, mentre una casa di lusso nel cuore di Manhattan 100 anni fa sarebbe costata meno di 100 dollari al mese. Per questo stesso motivo, una persona con un patrimonio netto di 1 milione di dollari nel 1816 (anno in cui la stessa parola “milionario” entrava nei vocabolari economici) probabilmente sarebbe stata inserita nella top 10 della lista Forbes 400, mentre oggi non verrebbe nemmeno lontanamente presa in considerazione.

 

Se rapportare uno stesso patrimonio su due secoli vicini come il XIX e il XX risulta essere molto difficile, pensate quanto potrebbe esserlo prendendo in esame tempi ancora più antichi. Per esempio il XIV.

 

Musa Keita I (1280-1337) è stato il sovrano dell’Impero del Mali, nell’Africa occidentale, terra ricca di due materie prime al tempo molto preziose, come oro e sale. Inoltre, la tassazione applicata alle tantissime carovane di cammelli che attraversavano il deserto del Sahara ogni anno ha portato il sovrano ad accumulare un notevole reddito imperiale.

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Tale ricchezza viene raccontata nell’episodio relativo al viaggio alla Mecca che ogni musulmano devoto, proprio come lo era Musa, deve compiere almeno una volta nella vita. Il suo viaggio iniziò nel 1324 e, visto che la distanza Timbuktu (ai tempi capitale del Mali)- La Mecca era più di 3000 miglia (distanza percorribile in due anni), il sovrano pianificò diverse fermate per sé e per i suoi uomini (circa 60.000) durante il percorso.

 

Le cronache parlano di circa 12.000 schiavi con un lingotto d’oro di 4 kg a testa e 80 cammelli che ne trasportavano circa 300 libbre, per un totale di 36 tonnellate d’oro (il tutto, al prezzo corrente del metallo prezioso, sarebbe valutato in più di 1,5 miliardi di dollari).

 

Musa, però, imperatore schiavista ma anche umanamente molto generoso, distribuì parte dell’oro ai poveri incontrati e ai governatori locali, assicurandosi la loro amicizia, mentre al sultano del Cairo regalò 50.000 dinari d’oro e più di 7.500 once d’oro. Un simile gesto spinse il sultano a lasciare a Musa la sua residenza estiva per un soggiorno di 3 mesi, durante i quali il maliano spese i suoi averi in schiave, vestiti, cibo e opere d’arte, inondando di ricchezza l’economia egiziana e causando un’inflazione del 25% in una delle economie più prospere del mondo musulmano.

 

L’Egitto, nonostante Musa, sulla via del ritorno dalla Mecca, avesse fatto un prestito sostanziale per permettere al Paese di recuperare la situazione da lui causata, ci mise 20 anni per riprendersi.