La Pluralità del Capitalismo e la Ricerca di una “Terza Via”

Da anni Stiglitz, premio Nobel per l’economia nel 2001, lavora, con altri, ad un approccio – quello dell’economia dell’informazione e delle imperfezioni informative – che cerca proprio soluzioni intermedie e provare a riscrivere le regole del mercato e della finanza (speculativa), quest’ultima finita sul banco degli imputati negli ultimi dieci anni di crisi finanziarie. Queste ultime hanno denunciato alcuni tratti comuni: i mercati dei capitali vanno soggetti a ripetuti fallimenti (è in circostanze eccezionali che il mercato è efficiente) ma d’altro canto anche gli interventi dello Stato o degli organismi internazionali vanno soggetti a fallimenti. Da ciò discende l’opportunità di individuare una giusta combinazione (Stiglitz 2001). Il punto cruciale diventa non scegliere (aut aut) tra l’intervento pubblico e il mercato, ma riconoscere, tra molte varianti, la combinazione insieme più efficiente e più equa. C’è bisogno sia del mercato sia dello Stato, ergo c’è bisogno di questa terza via, tra socialismo e laissez-faire.  In linea con quest’istanza di un rethinking process, si pone il focus di Mariana Mazzucato sul cd. Stato innovatore (Developmental State).

Perché il capitalismo produttivo è un capitalismo in cui le imprese, lo Stato e i lavoratori operano insieme per creare ricchezza. Sono cioè tutti potenziali creatori di ricchezza. Gli emblemi di ricchezza nella moderna economia della conoscenza, dall'iPhone alla Tesla S, hanno tutti fatto leva su un settore pubblico strategico, disposto a farsi carico dei rischi e delle incertezze maggiori lavorando fianco a fianco con un settore privato disposto a reinvestire i suoi profitti nelle aree "a valle", come ricerca e sviluppo o la formazione del capitale umano. Mazzucato (2013) attua una sintesi Keynes – Schumpeter – Minsky, sottolinea l’importanza della cd. finanza paziente per spingere l’innovazione tecnologica, l’industria farmaceutica, la ricerca; invita caldamente ad abbandonare i molteplici miti, convinzioni e convenzioni sullo Stato e a ripensare al suo ruolo di innovatore e spesso motore dinamico dell’economia; promuove un abbraccio tra uno Stato risk-taker e il settore privato, affinchè assumano insieme i rischi e godano insieme dei benefici.

Riferimenti bibliografici

-              Albert M. (2001) Capitalismo contro Capitalismo. Dieci anni dopo, Il Mulino, n. 3/01

-              Mazzucato M.(2013) Lo Stato Innovatore, ed. italiana Laterza, pp. 46 – 52

-              Stiglitz J. (2001), In un mondo imperfetto, Saggine, Donzelli Editore, pp. 4 – 21

-             Mazzei, Volpi (2010) La rivincita della mano visibile. Il modello economico asiatico e l’Occidente, Università Bocconi Editore-Egea, Milano, 2010