“La Prima Guerra Finanziaria Mondiale”: Lezioni dalla Storia

All'indomani del crollo delle borse statunitensi nel 1907, la Gran Bretagna, il cui dominio economico veniva messo duramente alla prova dalla ritrovata competitività di Stati Uniti e Germania, iniziò "a riflettere su come avrebbe potuto utilizzare il potere finanziario" per ristabilire la propria posizione egemonica nel Vecchio Continente.

"Tra il 1905 ed il 1908 - spiega James menzionando l'ultimo libro di Nicholas Lambert (1) - l'Ammiragliato Britannico sviluppò le grandi linee di un piano per una guerra economica e finanziaria che avrebbe ridotto ad una carcassa il sistema finanziario del suo principale rivale europeo, la Germania, distruggendone la capacità di combattimento". Fu così che per le potenze industriali in rapida crescita dell'epoca, Germania e Stati Uniti, il panico finanziario del 1907 si tradusse nella necessità di creare un potere finanziario alternativo al monopolio britannico.

Due furono le figure capaci di sviluppare tecnicamente questo bisogno: operante dagli Stati Uniti Paul Warburg, membro chiave nei colloqui tra i banchieri a Jekyll Island, e successivamente nella stesura del disegno istituzionale del Federal Reserve System; dall'altra parte dell'Atlantico, Max Warburg, banchiere di Amburgo e consulente personale dell'autocrate tedesco Kaiser Wilhelm II, impegnato nel rafforzamento della cooperazione tedesco-americana, al fine di ristabilire una sorta di equilibrio contro le minacce poste dal potere britannico.

Secondo Harold James, "alcune delle dinamiche del mondo finanziario pre-1914 stanno riemergendo adesso". Se allora era la Gran Bretagna ad impiegare la finanza come un'arma contro i suoi contendenti - Germania e USA - oggi è l'America ad essere "ossessionata" a sua volta dalla possibilità che la Cina diventi la più grande economia del mondo.