La Pubblica Amministrazione Vista dai Giovani: Intervista a NextPA

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Pubblica amministrazione. Binomio volutamente scritto con la maiuscola per più di una ragione: la prima, manco a dirlo, perché è l’anima che regola dietro a un velo invisibile le condizioni di vita della popolazione di un determinato paese, né più né meno; la seconda, perché riveste un ruolo cruciale discusso e criticato da anni, come un mantra, che spesso ne ricalca il ruolo di bersaglio immaginario di ogni deriva populista e polemica possibile. La verità, come spesso accade, è che non è un tema facile da affrontare e banalizzare serve a poco o nulla. Di proposte se ne leggono in ogni dove, molte per la verità molto interessanti. Più interessante ancora è il caso di un’associazione italiana, Next PA, legata all’università Bocconi di Milano, che ne ha fatto il suo core business. Gruppi di giovani che animati da passione e voglia di darsi da fare dedicano il loro tempo allo studio, all’analisi e infine alla proposta rispetto a tutto ciò che riguarda il mondo PA. Non è una cosa da poco, considerato il tema. E infatti oltre a mostrargli la nostra ammirazione abbiamo voluto scambiare due parole con alcuni di loro, per farci raccontare come è nato il progetto e che cosa possa spingere ragazzi ad alternare la complessità dello studio alla complessità di uno tra i temi più caldi di sempre.

Che cos’è e di cosa si occupa Next PA?

NextPA è un’associazione studentesca nata all’interno dell’Università Bocconi, quasi un anno fa. Noi siamo sempre stati estremamente interessati alla pubblica amministrazione e a tutto il mondo delle istituzioni che governano la nostra vita di cittadini: abbiamo quindi sentito l’esigenza di creare una realtà associativa che non esisteva in Bocconi, in cui potessimo esprimere le nostre idee ed i nostri interessi. La creazione di un grande network di giovani motivati e pronti a dare il proprio contributo per il nostro Paese è sempre stata la finalità di nextPA; abbiamo ormai raggiunto i 70 associati e più di 600 persone che ci seguono sui social. Le nostre attività sono numerose e vanno dall’organizzazione di eventi con ospiti di spessore come tecnici, politici e professionisti, all’organizzazione di dibattiti su temi d’attualità, alla promozione di contenuti ad hoc tramite social media ed infine alla consulenza per gli enti pubblici.

Della pubblica amministrazione è facile parlare male. Che idea vi siete fatti allo stato attuale del suo ruolo nella società e dei possibili sviluppi futuri?

Proviamo a guardare alla PA dal nostro punto di vista: è la più grande azienda del Paese e fornisce servizi ad una popolazione superiore ai 60 milioni di abitanti. Si può immaginare un obiettivo più arduo e sfidante? Noi ammiriamo molto l’idea di uno Stato Imprenditore che decida dove investire, ma ci rendiamo conto della complessità. Per ogni Paese il modello di Welfare più adatto è differente: per noi forse sarebbe necessario lasciare più spazio al mercato in termini di erogazione di servizi, ma senza mai negare alla PA il ruolo di regolatore e controllore degli outcome delle politiche pubbliche. Al di là delle critiche tecniche che si possono fare, siamo positivi in merito ai processi di riforma in atto: la PA si sta rivoluzionando e digitalizzando per semplificare la vita di cittadini ed imprese, non per scalare le classifiche OCSE, per fare un esempio. E’ il risultato concreto quello che conta ed i fenomeni di cittadinanza attiva mostrano che la popolazione vuole risultati, ora.