La Rivoluzione Rosa Riparte dall’Università

Cosa ci dicono allora questi dati? Le donne, probabilmente per una maggior attitudine alla costanza e alla fatica in vista di un obiettivo, risultano più brillanti e diligenti durante il loro percorso scolastico. Tale vantaggio viene però perso una volta varcata la soglia del mondo del lavoro. I dati descrivono come principali mansioni riservate all’universo femminile il lavoro d’ufficio (71%) e i servizi sanitari e alle famiglie (63,4%), più raramente incontriamo una donna imprenditrice o dirigente d’impresa.

La mancata valorizzazione del talento femminile rischia di provocare ripercussioni anche dal punto di vista economico-finanziario. «Fare largo alle donne e promuoverne l'occupazione è diventato urgente non solo per ragioni di pari opportunità e di giustizia sociale, ma soprattutto perché senza di loro l'Italia non cresce». In questo modo Maurizio Ferrara descrive Il Fattore D, il lavoro delle donne, come l’elemento decisivo per garantire maggiore ricchezza alle famiglie e quindi l’incremento del benessere generale. Infatti, i nuclei familiari in cui entrambi i coniugi lavorano e in cui esiste un'equilibrata distribuzione dei compiti all'interno della coppia sono anche quelle che fanno più figli e consumano più servizi, dando un forte impulso allo sviluppo e alla crescita del proprio Paese. Come dice R. Donkin – giornalista del Financial Times - «Non si tratta di mettere artificiosamente insieme un qualche “equilibrio tra vita e lavoro”, ma di assicurare una vita realmente equilibrata per tutti».