La scelta di Obama: Janet Yellen

FED

Si chiama Janet Yellen la neo-nominata aspirante presidentessa della FederalReserveBank (FED), la Banca Centrale americana. Il presidente Obama, dopo mesi di dibattiti su chi potesse essere il successore di Bernanke (il “rivale” di Yellen – l’attuale Segretario al Tesoro Larry Summers – ha ritirato la sua candidatura poiché osteggiata dai Democratici), ha ufficializzato la sua nomina il 9 ottobre. Per essere confermata, dovrà ora passare al voto del Senato. Se la nomina ottenesse – come altamente probabile – il favore del Senato, si tratterebbe della prima donna a diventare Presidente di una Banca Centrale; in questo caso, la Banca Centrale più importante e potente al mondo. Obama l’ha definita “la scelta economica più importante del suo mandato da Presidente degli Stati Uniti”. A Yellen spetterebbe un arduo compito: indirizzare la politica monetaria americana in un periodo di forte incertezza finanziaria con pesanti dubbi sulla ripresa economica degli Stati Uniti.

Esperta ricercatrice e conoscitrice del mercato del lavoro, Yellen ha ottenuto il PhD in Economics all’Università di Yale, in America, e ha cominciato ad insegnare da subito nelle più prestigiose università di tutto il mondo: Harvard, Berkeley e London School of Economics, solo per citarne alcune. Ha speso la sua carriera accademica focalizzandosi sullo studio del mercato del lavoro e della politica monetaria, contribuendo notevolmente alla produzione scientifica di queste attuali ed importanti tematiche in un periodo complicato come quello attuale.

Dal 1994 la carriera della Yellen imboccò una deviazione con la nomina prima a membro del Board of Governor della FED e poi a presidente del White House Council of Economic Advisers sotto il governo Clinton. Dal 2004 al 2010 Presidente della FED di San Francisco e dal 2010 Vice Presidente della FED, guidata dal Presidente uscente Ben Bernanke.

Yellen è conosciuta per la sua propensione a preferire manovre espansive a sostegno dell’economia attraverso la riduzione dei tassi di interesse e l’espansione della base monetaria, molto meno propensa al ruolo di “cauta sorvegliante” del tasso di inflazione. Sotto la presidenza di Ben Bernanke, Yellen ha vigorosamente appoggiato la scelta di utilizzare strumenti non convenzionali per cercare di uscire dalla crisi economica, creando occupazione e crescita. Ha sostenuto la scelta di tenere a zero il tasso di riferimento americano e quella di espandere la base monetaria attraverso acquisti straordinari di Treasury Bond e Mortgage-Backed-Securities, per dare liquidità ai mercati.

Quella di Obama si rivela dunque una candidatura piena di significato, che segna una continuità con l’operato di Bernanke e affievolisce i timori di un’imminente tapering, quella riduzione agli stimoli monetari da parte della FED tanto odiata dai mercati e che ha fatto e farà molto parlare di sé.

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