La Seconda Vita Della Centrale Nucleare di Chernobyl

CHERNOBYL

Era il 26 aprile del 1986 quando il reattore numero 4 della centrale energetica situata nel nord dell’Ucraina esplose provocando la catastrofe nucleare più grave della storia. Sono passati ormai 31 anni e i magazzini intorno alla centrale nucleare di Chernobyl stanno per prendere di nuovo vita.

Stando, infatti, alle dichiarazioni del Ministro dell’ecologia dell’Ucraina, Ostap Semerak, questa zona sarà riutilizzata per produrre di nuovo energia grazie alla realizzazione di una nuova centrale elettrica alimentata a pannelli solari a partire dalle macerie della precedente.

La scelta di adottare questo genere di energia rinnovabile sembrerebbe l’unico impiego possibile di questa vasta area ormai disastrata dalle radiazioni. Infatti, la terra non sarà idonea a nessun tipo attività quali per esempio l’agricoltura o l’allevamento, per i prossimi cent’anni. Fortunatamente però è un luogo molto soleggiato rendendo quindi possibile la realizzazione di una futura centrale elettrica.

Dalle recenti dichiarazioni del Ministro Semerak, i piani per la trasformazione della vecchia centrale nucleare di Chernobyl in una ecosostenibile fornirebbero al paese oltre a 570 MW di energia già a partire dalla fine di giugno. Il primo finanziatore di questa iniziativa sembrerebbe essere un’azienda ucraino-tedesca che ha deciso di investire 1,1 milioni di dollari nella costruzione di un’installazione da 1,5 MW.

Così ha annunciato Semerak e ha inoltre dichiarato che per ora ci sono 39 potenziali offerenti di cui 13 sono imprese importanti nel panorama internazionale. Per far sì che questa attività sia veramente proficua sono necessari circa 1,1 miliardi di dollari.

L’Ucraina sta facendo il possibile per motivare ed interessare sempre più investitori. Se il progetto verrà portato a termine si prevede che quest’area potrà produrre fino a 2,5 GW di elettricità, ossia l’equivalente della metà che produceva la vecchia centrale nucleare.

Questa è una grossa sfida per l’Ucraina specialmente perché i lavoratori potranno trascorrere solamente un periodo limitato di tempo nella zona radioattiva, per cui i turni saranno molto brevi. Ciò significa che sarà impiegata una consistente forza lavoro che andrà ad aumentare il costo delle spese. Solamente quando questo progetto sarà avviato allora l’Ucraina potrà tranquillamente dire di aver compiuto un grosso passo verso l’indipendenza energetica dalla Russia.