La Spesa Europea in Ricerca e Sviluppo Durante La Crisi

Le differenze dell'Europa in Innovazione: Leader e Ritardatari

Vi sono però delle differenze sostanziali tra i paesi europei. Secondo una classificazione della Commissione Europea basata su indicatori di performance innovativa in tempi precedenti alla crisi, i paesi si dividono in Innovation Leaders (Danimarca, Finlandia, Germania, Svezia e Regno Unito), Innovation Followers (Austria, Francia, Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi) e in Innovation Laggards, i ritardatari, che sono tutti i restanti. Lo studio di Bruegel mostra come durante la crisi gli unici ad aumentare la spesa in R&D rispetto ad altri settori, risultano gli innovation leaders. Gli innovation followers hanno invece ridotto la spesa rispetto ad altre voci, mentre i “ritardatari dell'innovazione”, tra cui l'Italia, hanno effettuato tagli considerevoli al settore, allontanandosi sempre di più dalla media europea.

Spesa Pubblica in R&D nel 2012 in percentuale alla spesa totale, relativa al 2007

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Può sorgere spontaneo il collegamento: i paesi europei più in crisi sono quelli che hanno effettuato tagli più consistenti. Non è così. Certo la Svezia, Germania e Danimarca hanno aumentato la spesa in R&D molto più che in altre voci di spesa. In particolare la Germania nel 2012 ha speso il 2% del budget pubblico. Ma l'Estonia ad esempio, che in questi anni ha subito delle forti pressioni per ristabilire una solidità finanziaria, non ha mai smesso di investire in questo ambito, rivelandosi il paese europeo con la più alta spesa pubblica in R&D (2,1%). Anche il Portogallo sorprende: solo in anni recenti ha effettuato tagli, sempre proporzionali a quelli in altri settori, continuando comunque ad investire in R&D, il 2% della spesa totale nel 2012. I tagli più drastici si sono verificati in Spagna: se a livelli pre-crisi la spesa in R&D ammontava ad un invidiabile 1,95% rispetto alla spesa totale, oggi si questo rapporto si è abbassato al 1,25%.