La Strage dei Mondiali in Qatar: Centinaia di Morti

Il caso del Qatar costituisce un unicum nel suo genere per condizioni di lavoro: gli operai esercitano la loro attività nella ragguardevole temperatura di 50 gradi celsius e non gli è concesso richiedere acqua potabile per idratarsi. Se lo fanno questa gli viene sistematicamente negata. Nella loro abitazioni affollate e strette è quasi automatico contrarre malattie, fame e infezioni sono all’ordine del giorno. E come se non bastasse, oltre il danno, la beffa: è molto difficile persino andarsene e fare ritorno a casa per queste persone in quanto non sono in possesso dei propri passaporti, né di un salario che consenta almeno la sopravvivenza nell’arco del viaggio, trattenuti entrambi da datori di lavoro severi e senza scrupoli. Non c’è spazio per la compassione se hai una scadenza da rispettare e circa 200 miliardi di dollari investiti (fonte Deloitte).

Fare confronti in questo caso è sempre brutto e non risolve un problema di questo tipo ma per ristabilire un ordine di grandezza basti pensare che per costruire le infrastrutture delle Olimpiadi invernali appena trascorse, quelle di Sochi, sono morti 25 operai. Restando in tema "Mondiali", per completare i lavori di quelli che si terranno quest’estate in Brasile sono decedute 6 persone. Nel 1930 nel condurre i lavori del Golden Gate Bridge, sovrastante lo stretto che collega il Pacifico con la Baia di San Francisco sono morte 11 persone.