L’Algorithmic Trading Sconfigge l’Arena

algorithmic-contaminations

I tempi delle chiamate e dei gesti sono finiti. I tempi degli intermediari davanti ad uno schermo sono finiti. I tempi dell’arena di trading sono finiti. La tecnologia sta prendendo il sopravvento anche qui; qui, dove l’istinto umano un tempo dominava.

Il punto di svolta è stata la nascita del trading algoritmico, tecnica che si basa su ordini di acquisto e vendita che fuoriescono da un computer programmato per elaborare le informazioni in tempo reale e mandare gli stessi ordini ad un organismo centrale, il luogo in cui vengono poi elaborati ed eseguiti gli ordini stessi.

I programmatori di questi “robot” non sono esperti di finanza, bensì matematici o statistici, che impostano le regole di trading secondo cui i computer inviano i propri ordini.

Il trading algoritmico è ormai utilizzato come strategia di investimento da tutti i grandi componenti del mercati finanziari, tra i quali figurano banche d’investimento, fondi speculativi e fondi pensione. Esso ha, tuttavia, anche una connotazione negativa che lo rende perfetto come strategia di arbitraggio: quando il prezzo di un titolo si discosta dal sottostante, cioè viene pagato più o meno del suo valore, acquirenti e venditori riescono a trarne vantaggio, ottenendo un profitto, anche grazie a variazioni infinitesimali del prezzo; successivamente, grazie alla legge della domanda e dell’offerta, riportano il prezzo del titolo a coincidere col valore del sottostante.

Sotto l’attenzione di molti vi è l’High Frequency Trading, ovvero il “trading ad alta frequenza”. Questa pratica di trading algoritmico è particolare perché viene attuata su scala molto più ridotta per quanto riguarda il volume scambiato nella singola trade, ma in cui le posizioni aperte, ovvero gli ordini che vengono inviati per l’acquisto e la vendita, sono tantissime. Un tale meccanismo è stato ideato per limitare l’impatto delle posizioni aperte sul prezzo dello strumento in questione, così da evitare un cambiamento della struttura del mercato.

Adesso la competizione non è più all’interno della sede della Borsa, ma si è spostata all’esterno, presso le località designate per ospitare i computer. Perché, più si è vicini, prima arriva il segnale, prima si esegue l’ordine e prima si fanno i profitti, che, in fn dei conti, sono l’unica cosa che interessa veramente.

Photo credit: derekGavey / Foter / CC BY