L’Androide Robi della De Agostini Sarà Presto Disponibile Anche a Hong Kong

robi

Molti di noi erano parecchio piccoli – erano i primi anni ’90 – e sulla letterina di Natale tra i primi posti dei desideri compariva spesso l’Emiglio, il robot in grado di portarti la colazione a letto e di sbattere contro tutti i muri della casa. Molte madri e padri se lo ricorderanno.

Dalla De Agostini è da un paio d’anni uscito qualcosa di molto simile, che sta sbancando i nuovi mercati esteri. Si chiama Robi, ed è un androide di 34 centimetri capace di parlare, ballare, salutare e controllare la televisione. Dispone di 250 comandi diversi, risponde quando lo chiami e sa accoglierti in casa. Un sogno.

Dopo i vari lanci, Robi sarà disponibile anche a Hong Kong alla fine di ottobre, quinto mercato dopo quello di Giappone, Italia, Taiwan e Regno Unito. Parliamo di un prodotto che può essere considerato un vanto per il nostro Paese. Il robot, infatti, ha il doppio passaporto giapponese e italiano. Proprio così. Il suo ideatore è un giovane ingegnere nipponico Tomotaka Takahashi, e la casa di produzione è l’italianissima De Agostini Publishing.

“Per me, il robot è un amico che ha una vita propria. Spero di incoraggiare una relazione sempre più stretta tra umanoidi e umani”, spiega Takahashi. Il creatore di Robi, che è da sempre un accanito lettore di manga giapponesi sui robot, è ricercatore associato all’Università di Tokyo. “Ho sempre voluto costruire un mio robot fin da quando ero piccolo”, aggiunge.

La versione proposta per il mercato di Hong Kong saprà dialogare in cantonese. Ma c’è da avere pazienza. Per assemblare Robi, bisognerà acquistare tutti e 70 numeri del settimanale, ognuno contenente una nuova parte del robot.