Le Politiche Economiche per una Società che Cresce e Cambia

Economisti e politici stanno però espandendo le loro conoscenze demografiche: oltre alla dimensione, la struttura di una popolazione sta assumendo crescente rilevanza nei dibattiti e nelle scelte di politica economica. Per capire perché, immaginate due popolazioni della stessa dimensione: la prima è costituita per il 50% da bambini e per il restante 50% da adulti in età lavorativa, mentre la seconda per il 30% da bambini, per il 40% da adulti e per il restante 30% da anziani. Non è difficile cogliere le implicazioni economiche di tali differenze: nella prima popolazione ogni adulto mantiene un bambino e, in futuro, ogni attuale bambino manterrà un anziano, mentre nella seconda gli attuali adulti devono provvedere ai bisogni di bambini e anziani e, presto, un terzo della popolazione, ovvero gli attuali bambini, dovrà provvedere al mantenimento dei restanti due terzi. Insomma, l’assetto demografico conta.

Il primo trend demografico in corso oggi concerne l’aumento della popolazione globale: il numero di abitanti della terra è in aumento. L’ONU conta 7 miliardi di abitanti nel 2013 e ne stima più di 9 miliardi e mezzo nel 2050. Il secondo trend demografico è rappresentato da una diminuzione del tasso di fertilità e da un aumento dell’aspettativa di vita nei paesi sviluppati: in futuro ci saranno relativamente meno giovani e più anziani. Persino Cina e India sono già soggetti a questo cambiamento. Le eccezioni sono rappresentate da paesi dell’Africa sub-sahariana e del Sud Asia: i tassi di natalità sono ancora alti e l’aspettattiva di vita è inferiore a quella dei paesi sviluppati. Nell’Africa sub-sahariana nascono 5,4 figli per donna e si ci aspetta di vivere 56 anni, mentre in Europa nascono solo 1,5 figli per donna (ben al di sotto del tasso di sostituzione che permette ad una popolazione di rimanere stabile) e l’aspettativa di vita è di 75 anni. In Italia, in media, ogni donna dà alla luce 1,4 figli ognuno dei quali vivrà 81 anni.