Le Vie del Barolo Sono Infinite

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Nella splendida cornice delle Langhe, simposio di colori e cultura, nasce uno dei massimi esponenti del bagaglio enogastronomico italiano: il Barolo.

Tradizione e dedizione al lavoro, due valori fondamentali che hanno sempre contraddistinto il paesaggio vitivinicolo piemontese, riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 2014, ricompensando gli sforzi fatti negli ultimi due secoli e permettendo la produzione di un’eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale. La figura dell’angelo focolare di questa preziosità va identificata in Juliette Colbert, Marchesa di Barolo, che durante la prima metà dell’800 si impegnò nello sviluppo e nell’emancipazione di questo vino, usando lo stesso affetto che una madre rivolge ai propri figli. La leggenda narra che un giorno il re Carlo Alberto, intenzionato alla degustazione del Barolo, vide recapitarsi a Palazzo Reale 325 carrozze contenenti 600 litri di vino, inviate dalla Marchesa, una per ogni giorno dell’anno, eccetto quelli della Quaresima. Evento storico che scolpisce l’incipit di una cultura, quella del Barolo, atta al rendere il piacere di un calice di vino piacere altrui, il lento sorseggiare che scandisce i minuti del proprio tempo tramutandoli in gusto e appagamento.

Barolo

Strade che si perdono tra i colori primaverili e autunnali, giochi cromatici che rendono le colline del basso Piemonte un quadro impressionistico vivace e mai banale. E’ qui che nasce il Barolo, cullato dalle Alpi Marittime e dai poggi del Monferrato astigiano. Accompagnato dalla storia dei maestosi castelli medioevali presenti, che si fondono in un contrasto soffice e delicato, con una modernità spettatrice e ragguardevole nei confronti del folclore locale. Le nebbie autunnali danno il nome all’artefice principale di questa eleganza del sapore, il vitigno Nebbiolo, uno dei più pregiati al Mondo. Il vino ottenuto dovrà essere lasciato invecchiare in botti di rovere per almeno 38 mesi prima di guadagnarsi l’appellativo di Barolo, 60 invece quelli necessari per l’epiteto “riserva”. Come l’educazione di un giovane talento non ancora pronto per il suo inchino sulla ribalta, in attesa dei meritati applausi. Il colore, rosso granato, sensuale ed elegante, simbolo della passione messa dai viticoltori per regalare al nostro paese, e non solo, un tocco di classe in più. In grado di contraddistinguere anche le piccoli azioni accompagnate dalla dedizione al lavoro e l’amore verso la propria terra.

Il Barolo racchiude dentro una sola bottiglia tutta l’epopea della campagna piemontese, frutto d’impegno e voglia di mettersi in gioco. Proprio questa nel 2009 ha portato alla creazione del Festival agri-rock Collisioni, manifestazione annuale con sede a Barolo, punto d’incontro e dialogo tra pubblico e premi Nobel, scrittori e musicisti. Il tutto avvolto da un’atmosfera familiare, sorseggiando un buon bicchiere di vino abbinato a un piatto di carne rossa e formaggi locali. Nelle ultime edizioni artisti di fama mondiale come Sting, Bob Dylan, Patti Smith ed Elton John hanno deciso di esibirsi in questa meravigliosa cornice, attenuando così le distanze tra presente e tradizione, aumentando la risonanza internazionale di questo meraviglioso luogo, simbolo genuino del nostro paese.