Leasing Immobiliare, una Risposta alla Crisi

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Una volta la casa era il bene principale degli italiani. Uno status symbol, un rifugio, il fulcro della vita familiare. Oggi purtroppo questo senso per la casa si è perso, un po’ per via della globalizzazione, per una maggiore mobilità dei giovani che sono cittadini del mondo e talvolta stentano a mettere radici, ma soprattutto per via della crisi che ha reso la casa appannaggio di pochi. Ora i giovani che hanno una casa sono quelli che l’hanno ereditata da nonni o genitori, o pochi fortunati che hanno un lavoro e quindi la possibilità di richiedere un mutuo.

In molti però non possono permettersi quello che di questi tempi sembra a tutti gli effetti essere un privilegio, nonostante la concessione di questi ultimi sia  stata notevolmente facilitata rispetto a qualche tempo fa. Per chi però ha la possibilità e la volontà di mettere su casa, oggi si apre, grazie alla Legge di Stabilità, un’altra possibilità: il leasing immobiliare. Ovviamente non è un’idea italiana, ma importata dritta dritta dalla Gran Bretagna. Ma davvero conviene rispetto al mutuo?

Che cos’è il leasing immobiliare

Il leasing immobiliare, in Italia esisteva già ma era riservato alle aziende e non ai privati. In poche parole consiste nell’acquisto di un immobile da parte di un locatore, banca o ente finanziario, e  nella messa in locazione dello stesso immobile. Il soggetto locatario pagherà quindi un canone periodico e avrà la possibilità di riscattare l’immobile esattamente come accade per le auto. La domanda che ci si pone però è se questa soluzione sia davvero più vantaggiosa rispetto al mutuo.

Sicuramente i leasing si possono ottenere con molta più facilità rispetto ai mutui e infatti vengono concessi anche a chi si trova al limite dei requisiti necessari per ottenerlo. Un vantaggio è anche il fatto che si può superare la soglia dell’80% (per amore di cronaca però va detto che anche certi muti a certe condizioni consentono il superamento di questa soglia) e senza limiti. Inoltre non si diventa possessori della casa fino al momento in cui la si riscatti, per cui non ci sono spese notarili come in caso di rogito. Ulteriore vantaggio è che nel frattempo che non si è ancora diventati proprietari si può acquistare un altro immobile che non risulterà quindi come seconda casa, ma come prima, poiché dell’altra non si è ancora proprietari.

Lo svantaggio? I tassi di interesse più elevati e non si possono avere agevolazioni fiscali.