L’Economia Sperimentale del Burning Man Festival: Tra Utopia e Realtà

"Ogni singolo sedile in arrivo al Reno-Tahoe International Airport - durante il resto dell'anno soltanto il 66esimo areoporto più trafficato d'America - viene occupato il fine settimana [antecedente all'evento], così come ogni singolo sedile in partenza il fine settimana successivo", ha dichiarato Brian Kuplin, vice presidente dell'aereoporto, che per quest'anno si aspetta un indotto di oltre $10 milioni. Simili introiti si registrano ovunque lungo il percorso che conduce dall'aereoporto sino all'effimera Black Rock City del Burning Man. Secondo l'ultimo censimento ufficiale del 2013 i partecipanti alla manifestazione - i cosiddetti "burners" - spendono ogni anno oltre $35 milioni tra soggiorni in albergo e acquisti dell'ultimo minuto, a cui si aggiungono i gli oltre $300,000 offerti dagli organizzatori dell'evento alle forze dell'ordine locali e i $4,5 milioni spesi per le concessioni del suolo emesse dal Bureau of Land Management ed altri diritti di uso.

Tuttavia, il vibrante business legato al Burning Man si estingue una volta giunti ai cancelli della Black Rock City, all'interno della quale i convenzionali meccanismi di mercato perdono il proprio significato per essere sostituiti da una serie di principi guida, genuinamente emersi dal confronto tra i partecipanti, e consolidatisi nel susseguirsi delle edizioni. Diversamente da quanto accade in altri eventi, ciò che alimenta l'intero caleidoscopico corteo di arte, musica, e animazioni del Burning Man è il "regalo". In questa "economia del dono" (o "gift economy") - in cui prevale una modalità di scambio per la quale gli oggetti di "valore" non vengono venduti, bensì donati senza un esplicito accordo tra le parti per una ricompensa immediata o futura (1) - sono i partecipanti stessi a fornire tutto il necessario, eccetto le infrastrutture del festival - tra cui l'omonima effigie di legno che viene data alle fiamme alla conclusione della settimana.