L’Esperimento Svedese: Lavorare Sei Ore al Giorno Per Vivere Meglio

La riduzione dell’orario lavorativo a sei ore rappresenta in Svezia una delle idee chiave attorno a cui ruota il programma del partito femminista locale “Feminist Initiative”, che lo ritiene fondamentale per facilitare la conciliazione tra vita lavorativa e famiglia, soprattutto nel caso in cui una donna abbia già uno o più figli. L’idea però non è certo una novità nel paese e già vari consigli comunali e amministrazioni pubbliche hanno testato negli anni precedenti l’efficacia del programma con risultati non positivi determinati soprattutto dalle numerose opposizioni incontrate.

L’esperimento presenta dei problemi di eticità che ne inficiano la fattibilità tecnica. I due gruppi di dipendenti sarebbero sottoposti a differenti condizioni contrattuali e si verrebbe a creare così all’interno dello staff una discriminazione non giustificata da nessun parametro di merito, ma dalla semplice casualità di assegnazione degli individui ai rispettivi gruppi sulla base di un processo random: non è difficile prevedere le tensioni che si verrebbero a creare nell’ambiente lavorativo. Queste tensioni potrebbero inoltre influenzare negativamente la produttività degli appartenenti al gruppo di controllo, che sarebbero così disincentivati a mantenere un livello di produttività simile a quello pre-programma. In questo modo il loro calo di efficienza non permetterebbe di giungere ad una valutazione oggettiva dell’efficacia dell’esperimento.