L’impresa Umanistica di Brunello Cucinelli: Il Filosofo che Coniuga Etica e Profitti

Quello di cui Brunello Cucinelli si è fatto promotore è stato spesso definito come un capitalismo umanistico che fa sperare in una nuova filosofia aziendale capace di vedere persone oltre che i profitti. In un'intervista rilasciata al periodico Riflesso, Cucinelli esprime la sua concezione di impresa, sostenendo che il profitto da solo non basta, ma che occorre ricercare un fine più alto ma soprattutto collettivo. La formazione umanistica, Cucinelli infatti si laurea a Perugia nella facoltà di Filosofia, si riflette anche nella sua concezione aziendale, che si ispira agli ideali della alla morale kantiana, “ho sempre cercato di seguire 'il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me'” dice l'imprenditore.

Sostiene inoltre che questo progetto sia realizzabile solo se ci si sente "custodi" dell'impresa e non proprietari; questo perché se ci si sente custodi tutto assume un valore più profondo e assoluto, non legato a limiti di tempo e con la possibilità di fare progetti non solo a medio, ma anche a lungo termine. “Se si riesce a fare questo, l'azienda può vivere in una prospettiva a cinque mesi, cinque anni, ma anche a cinque secoli, e riteniamo che sia questa la vera vocazione che ciascuno che fa impresa dovrebbe avere."

Il caso Cucinelli , che si posiziona al 7 posto tra gli imprenditori del lusso che la rivista Forbes indica come gli uomini più ricchi del mondo, fa quindi crollare le giustificazioni di coloro che non ritengono sia economicamente possibile tornare a produrre Back to Italy.