L’Iran Bandisce la Parola “Vino”

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Il ministro della cultura iraniana, Ali Jannati, ha bandito l’uso della parola “vino”, annunciandolo tramite la pubblicazione di un libro pubblicato in Iran. Secondo il ministro, la censura è stata designata per proteggere gli iraniani dagli “assalti furibondi della cultura occidentale” e promuovere “i principi della rivoluzione islamica”. Così commenta la pubblicazione del libro il capoeditore al ministero della cultura, Mohammad Selgi :

Quando nuovi libri vengono registrati presso la nostra sede, il nostro staff per prima cosa deve leggerli pagina per pagina, per assicurarsi che non ci sia bisogno di intervenire tramite qualche modifica editoriale per rendere il manoscritto in linea con i principi della rivoluzione industriale. Bisogna vedere se il paper non si avvicini troppo al pensiero sovversivo occidentale e se non insulti i profeti islamici

Come noto, l’alcool è largamente vietato nella repubblica islamica, sebbene il suo consumo sia largamente diffuso. La produzione di vino in Iran risale a migliaia di anni fa, nella città di Shiraz, da qui il nome vino Shirazi. La leggenda narra che il vino di Shiraz, anche conosciuto come vino Syrah, prodotto in Francia, sia fatto con uva proveniente da vitigni iraniani, importati secoli fa.