Lo Sharing: la Nuova Frontiera del Business

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Se osserviamo le nostre città di oggi e ci ascoltiamo parlare, ponendo attenzione a quali oggetti intendiamo nell’esperienza di tutti i giorni, sarà facile rinvenire con una frequenza sempre maggiore il termine “share”, soprattutto nelle sue varie declinazioni. Questo verbo inglese si rende bene in italiano con “condividere”. Ma come mai è sempre più sulla nostra bocca? Cosa condividiamo di preciso?

Inizialmente abbiamo imparato ad usarlo nel contesto dei social network, che si reggono interamente sull’idea di condivisione delle proprie idee, stati d’animo e foto, con chi si vuole. Ma, da un po’ di tempo a questa parte, l’espressione si è estesa anche per oggetti materiali quali automobili, biciclette e perfino spazi di lavoro (basti pensare al fenomeno del co-working). Per capire meglio l’oggetto di studio in questione è interessante prendere in osservazione il caso di Milano. Per chi abita all’ombra della Madonnina è infatti offerta la possibilità di usufruire del servizio di bike sharing, Bikemi, nonché di girare per il centro senza curarsi dell’Area C e dei parcheggi grazie alle auto di Car2Go, e infine incominciano a spuntare come funghi luoghi dove, pagando un affitto mensile, variabile a seconda dei servizi che si vogliono sottoscrivere, si può andare a lavorare godendo di una propria ampia scrivania, con tanto di connessione internet veloce nonché di stampanti pronte all’uso: insomma un ufficio in affitto, con la peculiarità che il luogo di lavoro è condiviso anche da altri fruitori del servizio (da qui co-working, che indica appunto il lavorare insieme).